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Europa, anno Zero

Franco Chittolina racconta come ricostruire l'Unione, dalla prima guerra mondiale ad oggi

libro Europa

Parafrasando il titolo di un film di Roberto Rossellini, Franco Chittolina torna a riflettere sull’Europa nel momento delicato che sta vivendo.Che il 2020 sia anno cruciale è sottinteso al titolo del libro. Quale approccio debba essere messo in atto per affrontarlo è ugualmente suggerito dal sottotitolo. Quanto infatti lo “zero” dell’anno possa trasformarsi in punto di partenza dipende dalla disponibilità a “riscoprire” l’Europa. Per dire tutto questo l’autore sceglie un approccio storico: comprendere le radici passate per ritrovare il senso di un’Unione Europea che fatica ad avere voce e comportamenti univoci. Le macerie sono la cifra sotto la quale l’Europa si è mossa un secolo fa. Macerie fisiche della due guerre. Macerie morali di nazionalismi e di tensioni economiche. La sintesi di questi decenni è delineata con efficacia in una manciata di pagine iniziali. Allora già si potevano ravvisare sforzi e attriti che si proporranno.Una Conferenza che vorrebbe sancire la pace e invece mette le basi per un nuovo conflitto. Una crescita economica che presto deve fare i conti con la crisi del 1929. La tentazione del nazionalismo che da chiusura diventa aggressione e conquista.Dal secondo conflitto, sottolinea l’autore, nascono germi nuovi, ma tutti da sostenere. Il 1951 è “l’anno dell’invenzione dell’Europa”: nasce una prima Comunità, quella del carbone e dell’acciaio. Di lì in poi se si snocciolano solo le date sembra un cammino in piano. La lettura di Chittolina va a cercare invece le sfide che questi decolonizzazione, il progressivo allargamento della Comunità, i rivolgimenti politici in molti stati, il Muro di Berlino e la caduta del mondo comunista, l’irrompere del terrorismo, la crisi economica del 2008, i flussi migratori: tanti passaggi che hanno messo alla prova questa Unione. Può essere illuminante allora dare uno sguardo alla cronologia, curata da Adriana Longoni, degli avvenimenti cruciali di questi cento anni. Lo sguardo dall’Europa si allarga al mondo e altre volte si restringe all’Italia in un articolarsi di date e di dati che nel loro intrecciarsi sottolineano la complessità del quadro. E questa cronologia si spinge fino al 2030, indice di quella scommessa che caratterizza il “riscoprire l’Europa”. Lo sguardo storico è funzionale all’analisi del presente, delle scadenze che attendono l’Unione Europea. La Brexit, la sfida climatica, i nazionalismi incalzanti, le migrazioni mettono in gioco idee e valori fondanti rischiando di logorare i legami. E non è un caso che in quarta di copertina siano riportate citazioni da quattro documenti di diversa origine, ma che esprimono comunque il senso di questo cammino decennale.

Roberto Dutto