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Tutta la verità sull’ospedale di Verduno

Un documento prezioso e non facile da reperire quello che l’assessore alla sanità regionale Luigi Genesio Icardi ha consegnato a Gazzetta d’Alba durante l’affollatissimo incontro “Ospedale di Verduno, tutta la verità”, tenutosi venerdì 17 gennaio a Banca d’Alba.

Si tratta di un documento che risponde, al centesimo di euro, di quanto è stato speso per l’ospedale unico di Verduno a partire dal 1998, per arrivare fino a oggi. Il primo stanziamento regionale è stato di appena 530mila euro, mentre nel 1999 da Torino si sono messi in moto 359mila euro, nel Duemila 751mila, nel 2001 invece 215mila. Si è proseguito al ritmo di 553mila euro e nel 2003 con 2 milioni, per arrivare nel 2004 a 4,2 milioni e nel 2005 a 1,1 milioni di euro. Alla posa della prima pietra, nel dicembre 2005, la Regione aveva quindi già stanziato quasi 10 milioni di euro per l’avvio degli interventi. Nel 2006 dalle casse regionali sono arrivati 850mila euro; nel 2007, l’anno delle prime frane e del consolidamento del versante con la costruzione di centinaia di pali in cemento, sono stati stanziati 12 milioni di euro. Nel 2008 sono arrivati invece 542mila euro. Palazzo Lascaris ha impresso un’accelerata nel 2009, con 12,6 milioni di euro. Nel 2010 la Regione ha poi stanziato 3,3 milioni. Finanziamenti a doppia cifra sono stati decisi per gli anni seguenti: 15,6 milioni di euro nel 2011, 12,5 milioni nel 2012, 14,3 milioni l’anno successivo. Da record gli stanziamenti 2014-2015 per far ripartire il cantiere, rimasto quasi fermo dal 2012 al 2015, che ammontano rispettivamente a 19,7 milioni e a 21,5 milioni di euro (2015).

Nel 2016 è arrivato l’ultimo, grande stanziamento: 11,2 milioni di euro. Nel 2017 dalla Regione sono invece venuti 6 milioni di euro, 9,7 milioni nel 2018, per chiudere con 4,8 milioni nel 2019. Il totale speso per la costruzione – dal 1998 al 2019 – è stato pari a 155.565.047 euro. La cifra sale a 166 milioni circa, comprendendo gli acquisti dei terreni, la progettazione, le spese di consulenza tecnica e di collaudo. Per le attrezzature e gli arredi sono stati messi in campo 25 milioni di euro, per un totale di spesa della parte pubblica di 191.225.466 euro.

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«La cifra sembra molto alta ma, se viene divisa per i 110mila metri quadrati dell’ospedale di Verduno, dà un costo al metro di 1.800 euro, che ritengo adeguato – anzi credo al di sotto – per una struttura di questa portata, che vogliamo diventi un’eccellenza per il territorio», ha spiegato Icardi. Nel conteggio complessivo vanno aggiunti i contributi del concessionario privato: 17.581.736 euro e 24.105.000 euro donati sotto forma di arredi, progetti di ricerca, attrezzature varie e macchinari dalla fondazione Nuovo ospedale Alba-Bra.

Calcolatrice alla mano Verduno costerà 232.912.202 euro tra pubblico e privato. Legato al contributo del privato c’è anche il contratto per i servizi non sanitari di durata ventennale, con una media di 9 milioni di euro l’anno, per un totale di 182 milioni di euro fino al 2040 per le manutenzioni ordinarie e straordinarie, le utenze e tutto ciò che attiene ai costi non sanitari.

L’apertura dell’ospedale di Verduno è uno dei nodi cruciali per il territorio di Alba e Bra: lo hanno confermato i tantissimi cittadini che hanno partecipato alla serata organizzata da Gazzetta d’Alba sul tema, a partire dal numero speciale sulla sanità in edicola il 7 gennaio. L’obiettivo è stato chiaro fin dalle prime battute: dare risposte sull’opera che rivoluzionerà il sistema sanitario locale nel 2020, come ha spiegato il condirettore Maria Grazia Olivero, dopo anni di ritardi e promesse. Tutto questo a pochi mesi dall’apertura, «prevista entro giugno 2020», come ha confermato in apertura il presidente della Regione Alberto Cirio. A porre le domande i giornalisti Marcello Pasquero, Francesca Pinaffo e Matteo Viberti, che hanno selezionato i temi sollevati dai lettori attraverso la pagina Facebook di Gazzetta d’Alba.

Non sono mancate anticipaz28ni da parte dei relatori: l’assessore regionale alla sanità Luigi Icardi ha affermato di voler aumentare i fondi regionali nei confronti della nostra azienda sanitaria, da sempre la più penalizzata in Piemonte; il direttore generale della Cn2 Massimo Veglio ha fornito un aggiornamento dei lavori in programma nel nuovo nosocomio da qui a giugno; Luciano Scalise, direttore della fondazione Nuovo ospedale, ha dettagliato l’impegno nel raccogliere fondi per l’acquisto di attrezzature di ultima generazione; Giusto Viglino, promotore del Comitato per il nuovo ospedale, ha ripercorso le ragioni che portarono alla decisione di unire le due strutture sanitarie a Verduno. Per chi non ha potuto partecipare alla serata, il video integrale è disponibile qui sotto.

Marcello Pasquero – Gazzetta d’Alba
Francesca Pinaffo – Gazzetta d’Alba