lunedì 06 Aprile 2020 - Santo del giorno:

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Vivere la quaresima come un tempo di ricerca di quel Dio che anima anche la nostra partecipazione alla vita della polis

La Quaresima è tempo di prova anche con le privazioni. Quest’anno con il virus, ci troviamo ad affrontare la più grande privazione, quella dell’eucaristia e della messa.

Se la guardiamo così, possiamo dire che è un’occasione per vivere più profondamente la Quaresima. Qualcuno lo ha già notato, io sottoscrivo.

Anche perché la privazione non si ferma lì. Siamo privati anche della libertà, dei rapporti con amici, figli e nipoti, viaggi e vacanze; siamo privati di un modo usuale di lavorare, della normalità della vita quotidiana.

Quale occasione per renderci conto che non disponiamo noi di tutto e che invece tutto è dono! non è forse dono anche la Pasqua verso cui ci porta il cammino della Quaresima?

La situazione porta anche altre necessità che possiamo affrontare, nell’ottica quaresimale, come sacrifici, cioè con lo spirito di cogliere il sacro in ogni anfratto della vita: sforzarsi di osservare la realtà per quello che è, premessa per comprendere la situazione; prendere maggior coscienza del senso della responsabilità che non abbiamo solo verso noi stessi e la nostra cerchia ma anche verso tutti gli altri; rinunciare a fare di testa nostra e seguire le indicazioni, cioè seguire regole che non ci piacciono ma sono dettate da chi ne sa più di noi; di conseguenza esercitare, non solo a parole, lo sguardo di cordiale fiducia verso l’altro, che Cristo insegna; rendersi conto che in gioco c’è una forma di bene comune, tra le più importanti: farci carico della salute degli altri attraverso in nostri comportamenti, cioè renderci conto che il modo con cui viviamo anche noi dà forma alla società e incide sul bene comune.

Io credo che tutto ciò si possa riassumere nel sacrificio dell’umiltà, virtù fondamentale dell’esperienza cristiana e del suo contributo alla vita sociale.

E penso che proprio per questo abbiamo l’occasione, accettando seriamente i sacrifici richiesti e quelli che verranno, di vivere la Quaresima come un tempo di ricerca di quel Dio che anima anche la nostra partecipazione alla vita della polis, della società di cui facciamo parte.

Andrea Gianni, già capo-redazione della rivista Communio e presidente dell’Associazione Sant’Anselmo