martedì 14 Luglio 2020 - Santo del giorno:

Il network dell'informazione del Piemonte e della Valle D'Aosta
SIR NEWS
  • Data loading...

A fianco dei più deboli

Nella ricorrenza del santo Cottolengo a Torino è stato benedetto il nuovo reparto Covid dell'ospedale cottolenghino

Nella festa di san Giuseppe Benedetto Cottolengo, che si celebra il 30 aprile, l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia, ha benedetto il nuovo reparto di terapia intensiva e sub-intensiva per malati Covid-19 presso l’Ospedale Cottolengo. Alla benedizione sono intervenuti anche il padre generale della Piccola Casa don Carmine Arice, la madre generale delle suore Elda Pezzuto, il superiore generale dei fratelli Giuseppe Visconti e il direttore generale del Presidio sanitario Ospedale Cottolengo avv. Gian Paolo Zanetta.

Il reparto, dedicato a san Giovanni Paolo II, al terzo piano del nosocomio, dispone di 4 letti di terapia sub-intensiva e di 1 letto di terapia intensiva; è stato realizzato grazie a donazioni private e con strumentazioni messe a disposizione dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte. Nosiglia, nel benedire i locali, ha ringraziato la Piccola Casa della Divina Provvidenza «che ha continuato a tutto campo a svolgere il servizio di carità, in particolare verso le persone più fragili, anche in questo tempo così difficile».

«Il nuovo servizio», ha sottolineato il padre generale della Piccola Casa don Carmine Arice, «oltre ad offrire una risposta immediata all’emergenza sanitaria, esprime bene la scelta peculiare del Cottolengo di offrire cure a tutte le persone, ed anche di accompagnare nel fine vita. Nelle settimane di pandemia è capitato che alcuni malati, soprattutto anziani e fragili, non abbiano trovato posto negli ospedali per le cure necessarie».

Al centro: Gian Paolo Zanetta

Per il direttore generale dell’ospedale, Gian Paolo Zanetta, «Il nuovo reparto, realizzato in tempi rapidissimi, rende ancora più robusto l’impegno che il presidio sanitario, fin dall’inizio dell’emergenza, ha assunto nella lotta contro il Covid».