lunedì 21 Settembre 2020 - Santo del giorno:

Il network dell'informazione del Piemonte e della Valle D'Aosta
SIR NEWS
  • Data loading...

#ripatrireinsieme, mettiamo in circolo la solidarietà

Covid-19, un progetto di sostegno delle Caritas diocesane di Piemonte e Valle d'Aosta con il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti – Banca di Asti e BiVer Banca

+ 105%. È il numero dell’aumento di poveri riscontrato nella rete delle Caritas in Italia durante il tempo del Covid. Piemonte e Valle d’Aosta sono allineate anche se con intensità differenti, a macchia di leopardo. Certo il bisogno ha riguardato le persone in povertà grave, ma ai servizi di distribuzioni beni di prima necessità sono arrivate anche persone insospettabili: badanti, colf, lavoratori irregolari o precari, partite IVA, anziani con pensioni insufficienti, disabili, operatori stagionali dell’agricoltura e del turismo, piccoli esercenti di negozi di prossimità, piccolissimi artigiani. Sono proprio queste le situazioni che, nella fase tre, stentano maggiormente a rialzarsi. A loro viene dedicata una iniziativa di accompagnamento voluta dalle 17 Caritas Diocesane della regione conciliare piemontese basata su tre principi: tempestività di intervento, flessibilità nelle forme, generatività degli esiti. ‹#RipartireInsieme – mettiamo in circolo la solidarietà› è una forma di sostegno economico immediato per aiutare la ripartenza soprattutto delle piccole attività imprenditoriali o economiche in debito di liquidità. Un appoggio che sarà al massimo di 2.000 euro, dati a chi in tempo di Covid ha visto un decremento degli introiti tale da mettere in forse la stabilità della attività. Le Caritas del territorio intercettano direttamente i possibili beneficiari tramite le loro reti di ascolto e il sostegno della Pastorale del Lavoro: non si tratta di un bando, ma di uno strumento di accompagnamento.

L’intervento economico viene da un fondo messo a disposizione dal Gruppo Cassa di Risparmio di Asti – Banca di Asti e BiVer Banca – terzo gruppo bancario nel territorio regionale. Ogni beneficiario accetta di farsi parte di una rete di solidarietà mettendo a disposizione qualcosa di ciò che produce o della sua professionalità per altre persone in situazione di povertà, in una sorta di circolarità della fraternità sotto la regia della Caritas locale. Il parrucchiere con il taglio di capelli, la cartoleria con il materiale per la scuola, l’idraulico con qualche riparazione, il negozio di hi tech con strumenti utili per lavoro e scuola a distanza. L’obiettivo è anche dichiaratamente educativo: rendere sempre più adeguato all’oggi il modo di agire delle Caritas, supportare la responsabilità civica delle persone, dare un segnale culturale di condivisione e di fraternità tra chiese sorelle. Dei 450.000 euro stanziati, infatti, 120.000 andranno a sostenere altre azioni di accoglienza e accompagnamento della rete ecclesiale in Lombardia e in Veneto, regioni servite dalla banca donatrice. Il resto rimane in regione. Si parte da un plafond di 10.000 euro a diocesi, utilizzato il quale sarà possibile replicare fino ad un massimo di 30.000. È la prima volta che le Caritas Diocesane della regione si cimentano nel creare e gestire uno strumento comune di prossimità. Alcuni tra i direttori vi si sono applicati in maniera puntuale. Poi, dopo il necessario confronto comune e il consiglio di qualche tecnico, tutto ha avuto inizio. In alcune diocesi la macchina è ormai in movimento da dieci giorni, in altre lo sarà a breve. Non possiamo perdere tempo, perché il bisogno è adesso. Ma gli esiti si vedranno in futuro, con una società più fraterna, più attenta, più umana. Per saperne ci si può rivolgere  alla propria Caritas Diocesana.

Pierluigi Dovis

Delegato Caritas di Piemonte e Valle d’Aosta