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Non è una fatalità

Alluvione in Piemonte, la solidarietà della Chiesa. L'appello alle Istituzioni: non spegnete i riflettori su questi paesi, anche i più piccoli

Ancora non c’è un bilancio definitivo  degli ingenti danni  causati dall’ondata di maltempo che ha colpito il Piemonte, ma non mancano le parole e i gesti  di vicinanza della Chiesa piemontese. Da subito mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, ha chiesto alla Caritas diocesana <di sollecitare la solidarietà di tutti per portare soccorso a chi è nel bisogno>. Non solo esprime <intensa prossimità e accompagna nella preghiera coloro che hanno perduto i loro cari e hanno le abitazioni danneggiate >, ma guarda al futuro rimarcando che <è importante che tutti si prendano a cuore l’ambiente, le case, la messa in sicurezza delle strade, dei fiumi e un vero rispetto della natura. Soprattutto, è urgente – rimarca – che le autorità preposte alla salvaguardia della vita dei cittadini si adoperino a un grande piano di custodia e cura del territorio, che nella sua fragile bellezza e vulnerabilità, subisce oltraggio e violenza ogni volta che si manifesta un evento naturale eccezionale>.  Ciò che è accaduto non può essere catalogato come una fatalità, ricorda mons. Cesare Nosiglia, presidente della Conferenza Episcopale piemontese,  <assistiamo, in Piemonte come un po’ ovunque in Italia, a un consumo scriteriato del territorio, a iniziative imprenditoriali più speculative che innovative, a un degrado che diventa abitudine, nelle città e soprattutto nelle campagne e nelle terre alte, sovente lasciate all’abbandono perché non abbastanza redditizie>.  Rammenta che <per le comunità cristiane e per tutti i cittadini “il fare memoria” e la preghiera sono il modo più importante ed essenziale per ridare la speranza e la forza di una ripresa che  – si augura – sia sostenuta anche dallo Stato, dalle istituzioni  e dalle  componenti della società economica e civile del nostro territorio>. Vicinanza e solidarietà sono stati espressi anche dall’arcivescovo di Vercelli, Marco Arnolfo,  che ha affidato la Diocesi a San Francesco e a Sant’Eusebio. Per  il  vescovo di Biella, Roberto Farinella <il richiamo alla  solidarietà e alla presa a cuore da parte di tutti anche della salvaguardia del proprio territorio, e soprattutto delle persone che vi abitano, sono una via maestra di unità e di fratellanza>. Dal Nord al Sud del Piemonte l’invito è comune: non spegnere i riflettori su quanto sta accadendo. A ricordarlo è  mons. Egidio Miragoli, vescovo di Mondovì, che si è recato a visitare  alcuni  paesi affondando i passi nel fango. Nella sua Diocesi l’acqua ha travolto  anche il  cimitero di Trappa con la  dispersione di decine di salme, <si è riaperta – sottolinea – la dolorosa ferita per la perdita dei propri cari>. Sempre dal Cuneese, mons. Piero Del Bosco, vescovo di Cuneo e di Fossano, racconta che <la situazione è critica, ma è una prova con la quale dobbiamo misurarci. Spero che questi disagi possano essere affrontati con celerità, perché la vita deve continuare. Questi accadimenti ci invitano a rispettare il creato come dono Dio nei nostri confronti e ad una maggiore solidarietà tra di noi>.

I messaggi integrali dei Vescovi: Nosiglia, Brambilla, Arnolfo, Farinella, Miragoli