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SOS. Sosteniamo le residenze per anziani

Una nuova lettera al presidente della Regione, Alberto Cirio. A scriverla il vescovo Derio Olivero con la Diaconia Valdese e il consorzio cuneese delle Rsa

Dobbiamo tutelare i nostri anziani. Quante volte lo abbiamo sentito ripetere in questi ultimi mesi. Il Covid colpisce duro soprattutto loro. Ancora pochi giorni fa, presentando l’ennesimo DCPM, quello sul Natale, il presidente Conte ha invitato le famiglie alla massima prudenza. Allora non si comprende come mai in Piemonte, le residenze per anziani, non vengano sostenute. Sono oltre 40mila gli anziani che vivono tra i 784 istituti sparsi per tutta la regione. Hanno pagato un prezzo altissimo, negli ultimi mesi, nonostante i numerosi interventi di messa in sicurezza sono diminuiti dal 15 al 50% i posti letto occupati a causa dei decessi degli anziani. Di fronte a questa situazione i gestori hanno chiesto più volte  aiuto alle Regione  per  ottenere un sostegno economico. Ma la situazione non si sblocca e rimane critica.   Il mese scorso   il vescovo di Alba,  Marco Brunetti,  aveva scritto al presidente Cirio a nome della Consulta per la Pastorale della Salute per chiedere un incontro.  Ora è la volta del vescovo di Pinerolo, Derio Olivero con Marco Armand Ugon per la Diaconia Valdese e Silvio Invernelli dell’Associazione provinciale cuneese <Case di riposo pubbliche e private>  insieme hanno scritto una nuova lettera al Presidente della Regione, Alberto Cirio, ma anche ai prefetti di Torino e Cuneo  (Claudio Palomba e Fabrizia Triolo). Lo hanno fatto in quanto rappresentano direttamente 84 strutture  con  5.735 posti letto,  con una   occupazione 4.123 lavoratori. <Oltre a vedere ignorate le numerose richieste di aiuto – nostre e delle diverse Associazioni di Categoria –  scrivono nella missiva – riscontriamo una palese disparità di trattamento e di attenzione, non solo rispetto ad altri settori economici, ma anche in confronto agli interventi di altre Regioni a sostegno delle residenzialità per anziani e disabili. Ricordiamo, ad esempio, che tutte le spese per i dispositivi di protezione nella Regione Veneto sono a carico delle ASL e che, di recente, il Consiglio Regionale della Lombardia ha stanziato la somma di 250 milioni di euro a favore delle case di riposo lombarde>. I problemi sul tavolo sono tanti. Il mancato ascolto da parte del governo  regionale, lo stop imposto di accogliere nuovi ospiti, il ridotto rimborso per le spese sostenute per i dispositivi di sicurezza, l’inadeguatezza delle tariffe ferme al 2013, oltre che la difficoltà a trovare personale qualificato dopo <l’arruolamento massivo da parte dell’ente pubblico>.

La situazione è critica. Che cosa accadrà se queste residenze non riusciranno più a far fronte ai costi sempre più elevati a cui non corrisponde una crescita delle entrate? E’ una questione che non riguarda solo questi istituti, ma tutti noi. Dobbiamo tutelare i nostri anziani, sempre, ovunque vivano. Da soli, in famiglia o in istituti. 

Lettera inviata al presidente della Regione Piemonte e ai Prefetti di Torino e Cuneo