mercoledì 14 Aprile 2021 - Santo del giorno:

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Porte aperte ai senza dimora

L'invito di mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino. Da alcuni giorni ospita in Arcivescovado, nel suo appartamento alcuni di loro, nelle stesse camere che nei secoli hanno accolto diversi Papi


<Con il cuore di Pastore, invito  comunità parrocchiali, comunità religiose, famiglie e ogni altro soggetto del mondo ecclesiale che ne abbia l’opportunità strutturale ad avere il coraggio di un passo in più, mettendo a disposizione – in questi giorni di maggiore bisogno – spazi in cui accogliere per la notte piccolissimi gruppi di persone senza dimora. Anche io lo farò, aumentando da questa sera l’accoglienza presso l’Arcivescovado con alcuni posti nel mio stesso alloggio, nelle camere in cui hanno soggiornato anche diversi Papi. Non risolveremo il problema, ne vogliamo sostituirci ai soggetti che hanno il compito prioritario di sostenere le persone in necessità, ma diamo un segno che manifesti come le nostre parole – parole di Vangelo – sappiano trasformare la vita.>. L’appello accorato giunge dall’Arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, dopo la morte di due clochard e le polemiche nate in città sulla presenza di numerosi <barboni> nelle vie centrali della metropoli. Una diatriba su come trattare i senza dimora dimenticando spesso che si tratta di persone che hanno gli stessi diritti come ogni altro cittadino.

Il suo appello, dei giorni scorsi, è servito ad accelerare il dialogo tra le Istituzioni e numerose associazioni che a vario titoli si occupano dei senza dimora.

<Da alcuni anni – ricorda mons. Nosiglia – durante l’inverno la comunità cristiana di Torino, sia attraverso le iniziative diocesane che con i semplici ed efficaci gesti di varie comunità parrocchiali, è fortemente impegnata a dare segni di accoglienza per la notte. Al momento in questa rete straordinaria di solidarietà trovano rifugio quasi 150 persone che vanno ad aggiungersi a quanti sono seguiti da tanti altri soggetti. Sono tutti sguardi di speranza che coltiveremo con attenzione e passione.
Ma, una emergenza nell’emergenza viene adesso ad interpellarci. Tutti sono chiamati a fare la propria parte secondo le possibilità di ciascuno. Anche noi che già facciamo>. Invita quindi a segnalare la propria disponibilità all’accoglienza alla Caritas Diocesana (caritas@diocesi.torino.it)  che potrà agevolare l’incontro tramite la rete cittadina, e offrire le indicazioni opportune per raggiungere buoni risultati.

mons. Cesare Nosiglia

Martedì sera in Duomo ha celebrato una messa per non dimenticare Modesta, una donna senza fissa dimora morta una notte di alcuni anni fa a causa del freddo, ma anche per ricordare altri due senza dimora morti in questo mese: Mostafa Hait Bella e Radu Chirinbuta. <Sono – ha sottolineato – tra le tante persone senza fissa dimora morte in questo periodo invernale tra l’indifferenza delle città in cui abitavano>. L’Arcivescovo ha rimarcato che <è necessario oltrepassare il semplice assistenzialismo di circostanza e promuovere verso ciascuno di loro una sinergia di relazioni ricche di amicizia e di impegno permanente. Occorre avviare un percorso per un welfare di questo genere con ogni persona che ne è soggetto e destinatario>.

Seguendo alcune tappe: anzitutto l’accoglienza, poi l’accompagnamento che sfoci in un aiuto concreto nel mondo del lavoro e infine va applicato il principio della restituzione, nel senso di educare a mettersi in gioco per aiutare gratuitamente (vedi il volontariato sociale ) il prossimo in difficoltà come fosse un dovere di rispondere a un prestito contratto che va dunque sanato.