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Residenze per anziani a rischio chiusura

Il grido d'allarme al presidente Cirio, la posizione delle Diocesi cuneesi, di Pinerolo, della Diaconia Valdese e Confcooperative Cuneo.

Diocesi della provincia di Cuneo, di Pinerolo,   Diaconia Valdese Valli e Associazione Provinciale Cuneese Case di Riposo tornano unite, dopo cinque mesi dal primo appello, a chiedere al presidente della Giunta della Regione Piemonte, Alberto Cirio, un aiuto concreto per sostenere la grave crisi delle strutture per anziani e disabili, aggravata dalla situazione pandemica contingente.

Le residenze per anziani non ce la fanno più, sono in grande sofferenza e, se non si interverrà concretamente con la massima urgenza, molte di esse dovranno chiudere, con rilevanti ricadute a livello territoriale.

La pandemia ha generato un aumento esponenziale dei costi per gli acquisti dei dispositivi di sicurezza individuali, per la sanificazione, per la riorganizzazione gestionale e per l’aumento ingiustificato delle polizze assicurative; contemporaneamente, ha portato ad una riduzione di posti letto occupati a causa sia della complessità delle indicazioni fornite dall’unità di crisi della Regione Piemonte circa i nuovi inserimenti in struttura, sia del timore delle famiglie legato alle procedure di isolamento preventivo e all’impossibilità di poter far visita ai propri cari e anche in relazione ai mancati convenzionamenti da parte delle ASL.

Nel mese di dicembre, l’ufficio stampa della Regione Piemonte aveva comunicato l’erogazione di ristori per 40 milioni di euro a sostegno delle case di riposo; sono trascorsi quasi tre mesi, ma le strutture non hanno ricevuto nulla.

L’Associazione Provinciale Cuneese Case di Riposo, i Vescovi delle Diocesi cuneesi e di Pinerolo, la Diaconia Valdese Confcooperative Cuneo chiedono quindi con forza di non far morire queste realtà territoriali che, solo nella provincie di Cuneo e nel pinerolese hanno circa 4600  posti letto accreditati e 3000 lavoratori. <Molto spesso, sono i motori delle realtà più marginali, – evidenziano in una nota congiunta –  non si può negare il problema mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi, aspettando che la criticità si risolva da sé, con la chiusura delle strutture. Chiediamo con forza, a tutela degli ospiti, delle famiglie e di tutti i lavoratori che, a vario titolo, sono coinvolti, che la Regione Piemonte, attraverso i suoi Assessorati, attivi immediatamente azioni concrete ed efficaci, a supporto di tutto il comparto delle case di riposo piemontesi, che non possono più attendere solo promesse>.