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Trovarsi insieme è un inizio, stare assieme è un progresso, lavorare assieme è un successo

Nuovo Consiglio di amministrazione alla Fondazione Cassa di Risparmio torinese. Dopo momenti travagliati nelle settimane antecedenti il voto, grazie ad una attenta fase di diplomazia ed equilibri, nella seduta di metà aprile è stata eletta la nuova squadra guidata dal presidente Giovanni Quaglia che governerà la Fondazione per i prossimi 4 anni.  Fanno parte del Consiglio Caterina Bima (notaio), Davide Canavesio (imprenditore e manager), Anna Maria Di Mascio (rappresentante del mondo della cooperazione e del Terzo Settore), Marco Giovannini (imprenditore), Maurizio Irrera (professore e avvocato) e Antonello Monti). Fondazione CRT, tra le più importanti Fondazioni Bancarie a livello nazionale, ha chiuso l’esercizio 2020, nonostante la grave crisi legata al Covid,  con un avanzo di esercizio di 55 milioni di euro e un patrimonio netto superiore a 2,2 miliardi di euro. La Fondazione ha garantito importanti risorse al territorio di riferimento del Piemonte e della Valle D’Aosta e, nonostante l’anno pesantemente condizionato dall’emergenza, ha messo a disposizione oltre 65 milioni di euro tra tradizionali modalità di intervento (per welfare, salute pubblica, contrasto della povertà educativa, ricerca e formazione, arte e beni culturali) e ulteriori iniziative a prevalente contenuto sociale orientate allo sviluppo (social impact investments o mission related investments). Tra  i nuovi consiglieri il professor Antonello Monti, vercellese di origine, negli ultimi   8 anni è stato nel Consiglio di Indirizzo della stessa  Fondazione,  su indicazione della Conferenza Episcopale Piemontese, ha dedicato particolare attenzione ai progetti legati al sostegno sociale delle fasce più deboli, allo sviluppo del territorio e al mantenimento del patrimonio culturale soprattutto ecclesiastico. Nel 2018, la Cep  lo ha reinserito, come primo nome nella terna presentata in CRT per il rinnovo dell’organo di indirizzo. Ora questa importante “promozione” ne conferma l’operato e l’apprezzamento. Autore di alcuni volumi, di cui l’ultimo edito da Giappichelli, <Innovazione di impresa e nuove dinamiche sociali> in cui, nelle sue due sezioni, rappresenta come l’evoluzione d’impresa, nel contesto attuale, sia in strettissima connessione con la variazione delle dinamiche sociali ad essa collegate. Monti, docente di Economia e Direzione delle imprese presso il Dipartimento di Management dell’Università di Torino, particolare conoscitore della nuova “frontiera” del rapporto tra economia ed etica,  è membro di molteplici comitati scientifici di fondazioni territoriali e del mondo della sanità,  dopo essere stato Presidente dell’Istituto Sostentamento del Clero della Arcidiocesi di Vercelli, dal 2015 è membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero di Roma.   Particolarmente apprezzato dall’Episcopato Italiano e da diverse strutture della Santa Sede, viene ritenuto uno dei massimi esperti in ambito nazionale nella gestione dei Beni Ecclesiastici, e proprio in relazione a ciò,  fa parte di diversi Consigli per gli affari Economici Diocesani e coordina molti progetti di gestione del patrimonio.

Parla il neo consigliere Antonello Monti

Professor Monti, un nuovo impegno a favore delle collettività. Quali sono le priorità in questo tempo segnato dalla pandemia?

Con vero onore ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo nuovo percorso in Fondazione CRT, che grazie alla lungimiranza del Presidente, del Segretario Generale e degli amministratori che mi hanno preceduto, già traguarda con i suoi programmi le priorità del territorio  che vedono purtroppo appesantirsi problematiche quali il disagio sociale, la disoccupazione e la necessità di agevolare iniziative che siano motore e leva della ripresa socio-economica.

Da anni la Fondazione recepisce le istanze delle diverse realtà piemontesi,  sono cambiate le esigenze nell’ultimo anno?

Sicuramente vi è un’evoluzione delle esigenze del territorio che vanno dall’emergenza occupazionale  e formativa a quella  conseguentemente socio –  economica che attanaglia maggiormente le famiglie (sempre più indebitate), le imprese e il territorio. Proprio il presidente Quaglia ha enunciato in una sua recente dichiarazione che in tempi come questi è “essenziale rafforzare  il dialogo con il territorio e la capacità di co-progettare e co-programmare, insieme alle istituzioni elettive e ai corpi intermedi, le traiettorie di sviluppo e crescita per il bene comune, in linea con il recente pronunciamento della Corte Costituzionale”. Questa è la strada maestra per soddisfare le mutate istanze.

Per l’incarico di Consigliere di Indirizzo il suo nome è stato per ben due volte a distanza di sei anni  il primo della terna fornita dalla Conferenza Episcopale piemontese. Una responsabilità grande, che suggerimento ha per chi sarà scelto al suo posto?

Far patte del consiglio di indirizzo di Fondazione CRT, significa, dopo la nomina, assumere una posizione ti terzietà rispetto agli interessi particolari degli stakeholder  con un’attenzione  d’insieme al bene comune della comunità di riferimento. Questo è l’atteggiamento che deve sempre guidare il lavoro di chi avrà l’onore di poter entrare a far parete di questo consesso. La scelta che dovrà essere effettuata prima dalla Conferenza Episcopale e poi del Consiglio di Indirizzo nell’individuare le persone più indicate dovrà sicuramente attenzionare la professionalità, la conoscenza del mondo delle Fondazioni di origine Bancaria, l’esperienza  e la terzietà e indipendenza decisionale dei soggetti selezionati. Si tratta di un lavoro di squadra, sullo spirito di quanto enunciato  da Henry Ford: “trovarsi insieme è un inizio, stare assieme è un progresso, lavorare assieme  è un successo”.