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No alle armi nucleari

Il messaggio lanciato dal vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti, il primo maggio

«Il 7 luglio del 2017 l’Assemblea dell’Onu approvava il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (Tpnw); quel trattato, a seguito della ratifica da parte di 51 Paesi tra cui, primo firmatario il Vaticano, è entrato in vigore il 22 gennaio 2021, ma l’Italia non ha ancora aderito e continua a ospitare armi atomiche sul suo territorio». Pertanto «desidero che nella nostra diocesi si sviluppi una maggiore consapevolezza del problema, attraverso una diffusa discussione nelle parrocchie, la proposta di questa tematica nei prossimi campi estivi, l’apertura di un dibattito con gli studenti nelle ore di religione, fino a giungere a una convinta e collettiva adesione della diocesi alla campagna “Italia ripensaci”, per sollecitare il Governo italiano a sottoscrivere il Tpnw».

    Questo il messaggio lanciato dal vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti, in occasione del 1° maggio. Brunetti, riprendendo gli appelli di papa Francesco, sottolinea come il contributo dei cristiani deve essere soprattutto per la costruzione della pace: «Il Papa non si è rivolto solo agli Stati e alle autorità internazionali, ma ha proprio chiamato in causa tutti noi ed è per questo che invito tutti gli uomini, le donne e, soprattutto i giovani e gli educatori della diocesi, a riflettere su come la nostra vera sicurezza e la felicità delle nostre vite non siano difese dalle armi, ma dalla fraternità, dalla cura del creato e dalla disponibilità di personale e strutture sanitarie».

    Brunetti chiude: «In questo tempo di Pasqua le letture del Vangelo ci presentano Gesù che appare ai discepoli ed esclama “Pace a voi!”, accogliamo questo saluto che rivolgo a tutti voi, impegnandoci a divenire autentici operatori di pace».

Il testo integrale del messaggio