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A Susa il “Il Rinascimento europeo di Antoine de Lonhy”

La mostra è aperta, con accesso diretto senza obbligo di prenotazione, dal martedì al sabato con orario 10.00/12.00 e 14.30/18.00. Lunedì e domenica chiuso al mattino

Parole come <contaminazione>, <incontro>, <spazio europeo>, trovano la loro articolazione in quell’incredibile mosaico che è la produzione artistica di Antoine de Lonhy. Un artista ancora poco conosciuto al grande pubblico, per molti aspetti <medievale> nei tanti interrogativi che lo avvolgono, vissuto nella seconda metà del 1400, moderno per le molteplici tecniche esperite, per gli stili utilizzati, per il realismo dei volti e dei paesaggi rappresentati. Una quarantina di sue opere sono  esposte, alcune per la prima volta,  nella mostra <Il Rinascimento europeo di Antoine de Lonhy> fino al 10 ottobre al Museo Diocesano di Susa, un’esposizione  concepita e organizzata in stretta complementarietà con Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino (dove  aprirà una sezione dal 23 settembre).

Da una parte, la mostra focalizza lo stretto legame di de Lonhy con la Valle di Susa e con la Valle d’Aosta – dove nella collegiata di Sant’Orso di Aosta si conservava un grandioso polittico scolpito, progettato e dipinto da Antoine per il priore Georges de Challant – dall’altra, viene evidenziata l’influenza esercitata da Antoine de Lonhy su altri artisti, fra cui pittori suoi seguaci o collaboratori e, soprattutto, scultori e plasticatori.

<La massima del console romano Appio Claudio Cieco «homo faber ipsius fortunae», adottata come uno dei manifesti dell’epoca rinascimentale,  – sottolinea Gianluca Popolla, direttore del Centro Culturale di Susa – credo che ben possa rappresentare l’esperienza umana, spirituale e artistica di Antoine de Lonhy. E’ un artista che comunica in primo luogo la sua convinzione che il viaggiare, l’essere curioso, l’abitare luoghi diversi, contaminando idee, tecniche e materiali, sono elementi ispiratori generativi di vita nuova. Ricorda a noi che coltivare la memoria del passato non significa ripeterlo bensì rinnovarlo, andando oltre i recinti sicuri del già detto e già fatto>.

Il percorso della mostra, curata  da Vittorio Natale,  si articola in cinque sezioni, da <Le aperture europee della Valle di Susa> dove sono raccolte le opere di scultura che documentano queste aperture e importazioni, tra cui una inedita Madonna con il Bambino lignea a <Antoine de Lonhy e la Valle d’Aosta> in cui si potrà ammirare, tra le varie opere anche una miniatura  proveniente da una croce della Parrocchiale di Valgrisanche. Seguono le sezioni dedicate al rapporto dell’artista con gli scultori, con i grandi maestri del Ducato di Savoia e infine le sue opere legate alla Valle di Susa.

C.G.