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Tutela minori: operativo il servizio regionale

Ad Altavilla un seminario con i referenti delle diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta

Il Piemonte c’è. Avviato da oltre due anni, il lavoro del Servizio regionale per la tutela dei minori si è compattato con il seminario tenutosi da giovedì a sabato ad Altavilla d’Alba, nella casa di spiritualità della diocesi. I lavori sono stati guidati da don Gottfried Ugolini, del Servizio nazionale della Cei. Al seminario hanno partecipato 25 persone provenienti da 12 delle 17 diocesi piemontesi (altri, che pure seguono regolarmente i lavori, non hanno potuto intervenire). Sono loro i referenti e futuri operatori dei Centri d’ascolto che, seguendo i criteri indicati dalla Santa Sede e dalla Chiesa italiana, si preparano a costituire la rete di «presenza» sul territorio regionale.

Il seminario ha affrontato tutti i vari aspetti delle competenze del Servizio: gli abusi e le loro conseguenze; le modalità dell’ascolto delle vittime e dei denuncianti; il metodo e le «regole» del lavoro nei Centri d’ascolto; le indicazioni per la prevenzione. Come si sa la materia che tocca al Servizio è complessa, con numerose articolazioni e difficoltà, proprio perché in ogni passaggio non si tratta solamente di affrontare situazioni delicate ma anche di confrontarsi direttamente con persone abusate e con tutti quanti – familiari, compagni di scuola e di gruppo, eccetera – sono rimasti coinvolti nelle vicende.

Nel gruppo piemontese di persone che si sono rese disponibili sono presenti psicologi e avvocati, giuristi, religiosi, religiose e sacerdoti esperti, genitori e insegnanti: le competenze di base sono dunque assicurate, e il tempo di preparazione degli ultimi due anni è servito a migliorare la conoscenza reciproca (anche se quasi tutti gli incontri si sono svolti on line, a motivo del contagio). Il Servizio è pronto a partire. In questi mesi i vescovi delle diocesi subalpine hanno avuto contatti diretti con i propri «rappresentanti» nel Servizio, e mons. Marco Brunetti, vescovo di Alba, ha mantenuto il collegamento fra le diverse realtà coinvolte, coadiuvato da don Alessandro Giraudo, già cancelliere di Torino e da settembre nuovo vicario generale dell’arcidiocesi, che è il coordinatore del Servizio regionale. 

Commentando il lavoro dei due giorni di Altavilla mons. Brunetti ci ha detto: «In questi giorni di alta formazione abbiamo toccato con mano che il Servizio regionale Tutela Minori e persone vulnerabili è un dato di fatto, presente su tutto il territorio regionale inclusa la Valle D’Aosta, con referenti e professionisti di alto profilo. La tutela dei minori deve diventare una attenzione prioritaria e trasversale nell’azione pastorale delle nostre Chiese, mettendosi in rete con tutte le realtà territoriali ed istituzionali che si occupano di minori e persone fragili. La nostra azione punta alla prevenzione e alla formazione affinché si arrivi ad evitare ogni tipo di abuso di potere, di coscienza e sessuale, soprattutto nei nostri ambienti. Le premesse ci sono tutte».

In Piemonte, dalla costituzione del Servizio ad oggi, non vi sono state segnalazioni di abusi o altre problematiche connesse. Anche per questo sarà particolarmente importante costituire una rete capillare sul territorio che possa portare avanti quel lavoro di informazione e prevenzione che aiuti a radicare nelle comunità (come nelle famiglie) quella «cultura del rispetto» che è il fondamento di convivenze sociali serene e costruttive.

Tutela minori: operativo il servizio regionale. Ad Altavilla un seminario con i referenti delle diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta

Il Piemonte c’è. Avviato da oltre due anni, il lavoro del Servizio regionale per la tutela dei minori si è compattato con il seminario tenutosi da giovedì a sabato ad Altavilla d’Alba, nella casa di spiritualità della diocesi. I lavori sono stati guidati da don Gottfried Ugolini, del Servizio nazionale della Cei. Al seminario hanno partecipato 25 persone provenienti da 12 delle 17 diocesi piemontesi (altri, che pure seguono regolarmente i lavori, non hanno potuto intervenire). Sono loro i referenti e futuri operatori dei Centri d’ascolto che, seguendo i criteri indicati dalla Santa Sede e dalla Chiesa italiana, si preparano a costituire la rete di «presenza» sul territorio regionale.

Il seminario ha affrontato tutti i vari aspetti delle competenze del Servizio: gli abusi e le loro conseguenze; le modalità dell’ascolto delle vittime e dei denuncianti; il metodo e le «regole» del lavoro nei Centri d’ascolto; le indicazioni per la prevenzione. Come si sa la materia che tocca al Servizio è complessa, con numerose articolazioni e difficoltà, proprio perché in ogni passaggio non si tratta solamente di affrontare situazioni delicate ma anche di confrontarsi direttamente con persone abusate e con tutti quanti – familiari, compagni di scuola e di gruppo, eccetera – sono rimasti coinvolti nelle vicende.

Nel gruppo piemontese di persone che si sono rese disponibili sono presenti psicologi e avvocati, giuristi, religiosi, religiose e sacerdoti esperti, genitori e insegnanti: le competenze di base sono dunque assicurate, e il tempo di preparazione degli ultimi due anni è servito a migliorare la conoscenza reciproca (anche se quasi tutti gli incontri si sono svolti on line, a motivo del contagio). Il Servizio è pronto a partire. In questi mesi i vescovi delle diocesi subalpine hanno avuto contatti diretti con i propri «rappresentanti» nel Servizio, e mons. Marco Brunetti, vescovo di Alba, ha mantenuto il collegamento fra le diverse realtà coinvolte, coadiuvato da don Alessandro Giraudo, già cancelliere di Torino e da settembre nuovo vicario generale dell’arcidiocesi, che è il coordinatore del Servizio regionale. 

mons. Marco Brunetti

Commentando il lavoro dei due giorni di Altavilla mons. Brunetti ci ha detto: «In questi giorni di alta formazione abbiamo toccato con mano che il Servizio regionale Tutela Minori e persone vulnerabili è un dato di fatto, presente su tutto il territorio regionale inclusa la Valle D’Aosta, con referenti e professionisti di alto profilo. La tutela dei minori deve diventare una attenzione prioritaria e trasversale nell’azione pastorale delle nostre Chiese, mettendosi in rete con tutte le realtà territoriali ed istituzionali che si occupano di minori e persone fragili. La nostra azione punta alla prevenzione e alla formazione affinché si arrivi ad evitare ogni tipo di abuso di potere, di coscienza e sessuale, soprattutto nei nostri ambienti. Le premesse ci sono tutte».

In Piemonte, dalla costituzione del Servizio ad oggi, non vi sono state segnalazioni di abusi o altre problematiche connesse. Anche per questo sarà particolarmente importante costituire una rete capillare sul territorio che possa portare avanti quel lavoro di informazione e prevenzione che aiuti a radicare nelle comunità (come nelle famiglie) quella «cultura del rispetto» che è il fondamento di convivenze sociali serene e costruttive.