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Le parole giuste per valorizzare le persone con disabilità

Dal gruppo Intesa Sanpaolo una guida per superare le rigide classificazioni della medicina e promuovere, a partire dai media, un più maturo approccio alla disabilità, basato sui diritti umani e sulle libertà fondamentali

Si parla e scrive ancora di handicap, di pazzia, di cecità. Sono tutte parole da bandire, in primo luogo nel linguaggio giornalistico e della comunicazione, dove le definizioni non debbono trasformarsi in etichette, piuttosto invitare all’accoglienza e all’inclusione. “Le parole giuste – Media e persone con disabilità” è una guida che mira proprio a superare le rigide classificazioni della medicina e a promuovere un più maturo approccio alla disabilità, basato sui diritti umani e sulle libertà fondamentali. Un impegno che si è assunto lo stesso Stato Italiano nella ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e nella successiva legge 18 del 3 marzo del 2009. E un percorso in cui i media possono svolgere un ruolo fondamentale di accompagnamento e orientamento.

“Le parole giuste”: verso le pari opportunità per i più fragili

Pubblicato a cura di Intesa Sanpaolo, il manuale è agile e snello. In meno di 50 pagine, articolate in 6 capitoli, “Le parole giuste– Media e persone con disabilità” capovolge stereotipi e pregiudizi e invita a considerare la persona solo in funzione dei sostegni, formali e informali di cui ha bisogno per operare in condizioni di pari opportunità e quindi per realizzare i propri talenti. Di qui il cambio di prospettiva. Si dovrà preferire quindi la locuzione “persona con disabilità intellettiva” piuttosto che “minorato”, o “ragazzo con problemi di udito” anziché “sordo”, o persona con disabilità motoria” al posto di “zoppo”.

Si tratta di un’operazione non scontata in una società in cui lo stigma sociale persiste e condiziona. Ancor più cruciale quindi il deciso sostegno degli specialisti in comunicazione. Sia pur rivolti al grande pubblico, i contenuti del volume sono infatti principalmente diretti ai giornalisti e agli operatori della comunicazione, per la cruciale funzione che possono avere in questo cambio di passo e di mentalità. (https://agdnotizie.it/2022/01/18/limpegno-per-i-giornalisti-cattolici-trasmettere-e-comunicare/).

Una guida pragmatica per una trattazione consapevole della diversità

Le parole giuste” è stato concepito dalla struttura Media and Associations Relations di IntesaSanpaolo, nel quadro di una più ampia attività condotta dal Gruppo per favorire l’inclusione e la valorizzazione della diversità. Commenta nell’introduzione al libro Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs amd External Communication Officer di Intesa Sanpaolo: «Il linguaggio è un vettore fondamentale per riconoscere, comprendere e apprezzare le specificità di ogni persona. L’aspirazione di questa guida è favorire il più possibile una trattazione consapevole dell’argomenti disabilità facilitando l’utilizzo dei termini più rispettosi. Essa vuole essere uno strumento pragmatico e di facile consultazione».

Con “Le parole giuste” un linguaggio attento a comunicare rispetto e inclusione

Si legge nella prefazione del volume: «La disabilità non è una malattia. Piuttosto una barriera tra la persona e l’ambiente in cui deve muoversi». Ma qualsiasi ostacolo – personale, familiare o sociale – è fatto per essere rimosso. Per questo tutti «coloro che lavorano nel mondo dei media debbono tenere conto, nel loro approccio, della centralità, volontà, desideri, aspettative della persona con disabilità. Ed è necessario che tale consapevolezza si traduca nell’utilizzo di un linguaggio attento a comunicare il rispetto per i diritti di tutti». “Le parole giuste” scrivono le prime pagine di un vocabolario finalmente improntato all’accettazione e all’apertura. Concluderlo spetta alla società.

“Le parole giuste”: un impegno sociale di Intesa Sanpaolo con vari partner istituzionali

Le parole giuste” è il risultato di uno studio condiviso. Consiste in un libero adattamento del Disability Language Style Guide, compendio messo a puntodal National Center on Disability and Journalism della Arizona State University (USA). Un lavoro a cui hanno anche prestato il proprio contributo l’ Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei ministri, Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) nazionale e con l’Ufficio per le politiche a favore di persone con disabilità.