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IBR Grant Thornton: un’impresa su tre non si aspetta la ripresa

Fusellato: forti aspettative sul Pnrr, importante non si blocchi

“Una impresa su tre non si aspetta una ripresa economica nei prossimi 12 mesi”. E’ un calo dell’ottimismo chiaro quello che fotografa l’ultimo International Business Report, ovvero l’analisi a livello globale che il network di consulenza internazionale Grant Thornton effettua ogni sei mesi, con domande e risposte di imprenditori e dirigenti di imprese del mid-market delle principali economie, tra cui il nostro Paese.

“Si registra sul mercato globale una diminuzione dell’ottimismo che si attesta al 64% (rispetto al 70% del semestre precedente)”. Il dramma della guerra, a livello internazionale, e l’incertezza politica italiana, non fa dormire sonni tranquilli ad imprenditori e dirigenti d’azienda. E sicuramente non soltanto a loro. Gli eventi geopolitici e climatici a livello mondiale e locale di questi ultimi mesi complicano ancora il quadro.

Secondo la ricerca IBR c’è un aumento significativo delle aspettative delle imprese verso fattori che condizionano la crescita come la carenza di finanziamenti, per il 46% del campione (rispetto al 33% nel 2021) oppure l’aumento dei costi dell’energia per il 68% dei manager (rispetto al 48% nel 2021). Queste risposte si riflettono sui settori indicati tra i più penalizzati nei prossimi dodici mesi, ossia: l’elettricità, gas e acqua e il turismo.

“Le motivazioni per questa riduzione dell’ottimismo – ha detto ad askanews Alessandro Fusellato, amministratore delegato di Grant Thorton Consultants – sono da ricercare nel calo energia, nell’aumento dei prezzi delle materie prime e in generale sui fattori che intervengono sul sistema inflattivo dei paesi. Per quanto riguarda l’Italia le cause principali sono sicuramente nella diminuzione della disponibilità di finanziamenti e, ancora, il caro energia. Sicuramente ha un impatto importante sui settori industriali energivori, ma anche sul turismo”.

Ma “bisogna però fare una distinzione per alcuni settori, come quello delle telecomunicazioni”, avverte Fusellato. Secondo l’indagine di Grant Thorton le aspettative per le imprese TMT – Technology, Media & Telecom – restano buone, anche se leggermente inferiori rispetto al 2021: “la percentuale si attesta infatti al 71 per cento contro il 75 per cento del 2021”, continua il manager italiano.

“Per quanto riguarda il territorio italiano – ha aggiunto – delle forti aspettative si hanno per i fondi del Pnrr. E’ importante, che al di là della crisi politica che stiamo vivendo, non ci siano eccessivi ritardi o blocchi di questo tipo di iniziative. Perché le aspettative degli imprenditori rispetto ai fondi comunitari riguardano il finanziamento della trasformazione digitale delle aziende. Ma anche dal punto di vista della formazione e della possibilità di qualificare sempre di più il personale dipendente. Il ruolo centrale del Pnrr è legato alla possibilità di trasformare l’azienda, sia dal punto di vista della sostenibilità che della digitalizzazione e del miglioramento delle competenze”.

Con riferimento all’Italia, prendendo come indicatore gli investimenti futuri nel settore dell’IT/Tecnologico, si nota come oltre metà degli intervistati (il 54% rispetto al 59%) si aspetta un incremento negli investimenti nell’IT nei prossimi dodici mesi. Rimane una percentuale alta che fa ben sperare nell’implementazione dei progetti legati all’innovazione in relazione ai fondi europei per il PNRR.

“L’approccio al sostenibilità delle aziende – ha concluso Fusellato – deve essere orientato alla concretezza che non si deve limitare ad una facciata, ma essere pervasivo in quelle che sono le stesse strategie aziendali. Questo consentirà alle aziende, secondo quella che è la percezione degli imprenditori europei, di fare un salto di qualità e di essere pronte e resilienti a questo momento di incertezza, che comunque gli analisti non vedono di facile risoluzione nel breve, ma anzi è una situazione con la quale si dovrà convivere nel prossimo medio periodo”.