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Profughi: due bimbi siriani morti di fame e di sete in mare

Da fondazione Migrantes un appello alla protezione dei 26 sopravvissuti

migranti nel mare

Ancora morti sulle rotte del Mediterraneo che dai paesi in guerra portano verso l’Italia e l’Europa. E le morti dei bambini pesano ancora di più di quelle degli adulti. Le ultime vittime innocenti in ordine di tempo sono due piccoli profughi siriani di uno e due anni, stroncati dalla fame e dalla sete. Sono giunti senza vita a Pozzallo, in provincia di Siracusa, recuperati in acque italiane su un barcone grazie a un cargo mobilitato dalla Guardia costiera italiana. Insieme alle loro spoglie sono state rinvenute quelle di un ragazzo di 12 anni e di tre adulti, tra cui la nonna dei bambini. Tutti uccisi dalla mancanza d’acqua e di cibo.  Ora la fondazione Migrantes di Roma, lancia un appello perché sia concesso un permesso di protezione internazionale ai 26 sopravvissuti alla tragedia del mare, molti dei quali in gravi condizioni, prostrati dalle privazioni e con profonde ustioni sul corpo.

Profughi siriani in un barcone alla deriva

Avvistato domenica dalla Guardia costiera italiana, il barcone era in realtà partito dalla Turchia 15 giorni fa, come si è appreso dall’Unhcr, l’Alto commissariato per i rifugiati. Che cosa sia accaduto di preciso non si sa. Forse un motore in avaria o dei respingimenti. Sta di fatto che le richieste di soccorso sono rimaste inascoltate, mentre le scorte si andavano velocemente esaurendo. L’odissea ha avuto il suo epilogo solo ieri.

Migrantes rivendica legittima protezione per i profughi

<Il Mediterraneo torna ad essere una tomba, un cimitero – considera mons. Gian Carlo Perego, presidente Fondazione Migrantes – Ci troviamo di fronte aimmagini drammatiche che chiedono un rinnovato impegno e non un blocco delle azioni di salvataggio in mare; chiedono un’azione congiunta tra le navi di soccorso delle Ong e le flotte militari dei Paesi europei; chiedono un’azione europea in Libia per prevedere canali umanitari e legali per chi abbia diritto a una forma di protezione internazionale>.

I profughi sono tutti siriani, in fuga dalla guerra <quindi – prosegue mons. Perego – nessuno può negare che abbiano diritto ad ospitalità e tutela. Alle autorità chiediamo un’assunzione di responsabilità politica e civile. Chi chiede e ha diritto a una protezione internazionale non può finire in fondo al mare, sepolto con altre vittime innocenti>.

Migrantes non accetta che una democrazia ignori diritti fondamentali, come il diritto d’asilo. <Troppe parole si spendono mentre troppi morti si accumulano in fondo al mare>.