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Riscoprire la pace con dialogo e umanità

Un percorso che si snoda in 100 città promosso dai giovani delle Acli

Giovani Acli pace

“Vogliamo ripartire dai giovani per raccontare la potenza della pace e il ruolo della non violenza all’interno dell’educazione dei più piccoli”. Simone Romagnoli, coordinatore nazionale dei Giovani delle Acli, ha presentato mercoledì mattinaalla Camera dei Deputati il progetto “Riscoprire la Pace: l’umanità e il dialogo come risorsa”, un percorso di incontri in oltre cento città in Italia e all’estero per costruire concretamente la cultura della pace a partire dalle nuove generazioni.

“L’anno scorso, pochi giorni dopo il lancio del nostro percorso sull’Europa, l’Ucraina è stata invasa e dopo tanti anni abbiamo sentito la guerra alle porte di casa nostra”, ha continuato Romagnoli. “Accogliendo l’invito di Papa Francesco ad essere artigiani di pace, vogliamo informare i giovani e diffondere la cultura del dialogo costruttivo tra le persone. Stiamo piantando un seme e speriamo che possa essere sostenuto dalla politica e da tutte le associazioni che vogliono costruire un futuro diverso. Concluderemo questo percorso in autunno, a Parigi, dove ci piacerebbe lanciare la Conferenza Internazionale di Pace dei giovani”.

Alla conferenza stampa, moderata dalla giornalista Rebecca Pecori, è intervenuta Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale Giovani: “Scegliere di adoperarsi per la pace implica lavorare per la cooperazione e per la creazione di ponti di dialogo. Speriamo che i prossimi appuntamenti internazionali, come il G7, possano essere un’occasione per coinvolgere le associazioni giovanili e affrontare le urgenze di questa generazione. Noi siamo a fianco degli ucraini e accogliamo l’invito delle Acli per la creazione di una Conferenza internazionale di pace”.

Il Commissario Straordinario dell’Agenzia Italiana per la Gioventù, Federica Celestini Campanari, ha sottolineato l’importanza di battersi per una pace giusta in Ucraina: “La guerra ci ha sconvolto. Dobbiamo scegliere la strada della cooperazione tra Stati e della diplomazia, ma dobbiamo ricordarci che c’è un popolo aggredito che va difeso”.

All’evento è intervenuto anche Daniele Taurino, Board Member dell’European Youth Forum e membro del direttivo nazionale del Movimento Nonviolento: “Per essere credibili costruttori di pace non possiamo tenere il piede in due scarpe. L’Italia deve prendere una posizione chiara: non possiamo parlare di avanzate tecnologie militari perché le armi sono strumenti di morte, vengono prodotte per essere usate. Oggi purtroppo si pensa alla difesa e alla sicurezza solo in termini militari, ma esistono altre vie che vanno finanziate e sostenute in Ucraina e in Russia. Dobbiamo dialogare con i giovani e ripartire da loro”.