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Giubileo 2025. Pellegrini di speranza

In onda su Rai1 domenica 30 aprile alle ore 24:25 con l’architetto Mario Botta e il campione olimpico Filippo Tortu. Il commento di mons. Viola

Papa Francesco e il cammino verso il Giubileo riscoprendo il Concilio e i suoi documenti. Con Rai Vaticano prosegue l’avvicinamento al prossimo Anno Santo con la nuova puntata di “Giubileo 2025 – Pellegrini di Speranza” il programma di Stefano Ziantoni scritto con Nicola Vicenti in onda su Rai1 domenica 30 aprile alle 24.25. “La Sacrosantum Concilium è la prima delle grandi Costituzioni conciliari sulla Sacra liturgia – dice nell’intervista guida monsignor Vittorio Francesco Viola, segretario del Dicastero del Culto Divino è il punto di arrivo di una lunga riflessione, della riscoperta di quelli che sono i pilastri della vera tradizione: la scrittura, i padri, la liturgia stessa. Il Concilio ci ricorda che la liturgia è il momento attuale – dice ancora monsignor Viola – l’Oggi della storia della salvezza. Ed è proprio con la liturgia, profondamente rinnovata dal Concilio, che la Chiesa ha voluto dare il segno maggiore di cambiamento aprendosi alla contemporaneità. Non solo paramenti e arredi ma a cambiare è stata la forma stessa dell’edificio ‘chiesa’. “Il sacro è qualcosa che va al di là della nostra conoscenza della nostra fruizione – dice a Rai Vaticano l’architetto Mario Botta – una forma, un ambiente, una condizione finita. Solo oltre il finito si può immaginare il sacro”. E l’ambiente sacro è lo spazio di dialogo e di incontro con il Divino. Solo a Roma sono oltre 700 le chiese, antiche e moderne. Centrali e periferiche. Uno scambio continuo dove la sfida è renderle cuori pulsanti di una comunità. Così è ad Acilia dove nella chiesa di San Maurizio Martire, ci si sforza di aiutare le persone che vivono nel bisogno per costruire una grande famiglia. E così è anche in una delle chiese simbolo del Giubileo del 2000 progettata dall’archistar americano Richard Meier, una nave a vele spiegate, l’immagine del viaggio della Cristianità nel mondo di oggi. Ma la liturgia non è solo rito: memoria, preghiera, impegno sono anche le caratteristiche di chi marcia per la pace e di chi corre leggero. Un gruppo di militari, riuniti e guidati spiritualmente dai cappellani e un atleta, Filippo Tortu, che non solo lima centesimi ma si interroga nel silenzio. Anche questo è esercizio. E la musica? Che sia il coro dell’Antoniano di Bologna o il gruppo rock The Sun, se si canta bene – come ha detto Sant’Agostino – si prega due volte.