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Gioco d’Azzardo: bocciate le proposte di legge per il contrasto

Il no è arrivato dal Consiglio regionale del Piemonte scatenando un forte dibattito tra maggioranza e minoranza

In una decisione che ha sollevato polemiche e dibattiti, il Consiglio regionale della regione ha respinto due proposte di legge mirate a contrastare il gioco d’azzardo patologico. Le proposte, una di iniziativa popolare e l’altra promossa da vari enti locali, hanno suscitato un acceso dibattito tra i legislatori regionali.

La proposta di legge n. 227, intitolata “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”, è stata promossa da un’ampia coalizione di organizzazioni, tra cui l’Associazione Libera, e sostenuta da oltre 12.000 cittadini. Questa proposta era stata anche approvata da 21 consigli comunali in tutto il Piemonte, dimostrando un forte sostegno dalla base.

Tuttavia, nella seduta del 26 settembre, la maggioranza di centrodestra che sostiene il Governatore Alberto Cirio ha respinto la proposta in pochi minuti, senza fornire una spiegazione dettagliata delle ragioni dietro questa decisione. L’approvazione è stata ottenuta con una semplice richiesta di voto contrario da parte del Consigliere Leone, relatore di maggioranza, mentre i colleghi hanno difeso il settore economico del gioco legale e le attività di prevenzione condotte dalla Regione.

Sarah Verzì, coreferente provinciale di Libera Novara, ha denunciato questo atto come «uno schiaffo alla democrazia», sottolineando l’ampio sostegno pubblico che la proposta aveva ricevuto. Verzì ha criticato le generalizzazioni e gli argomenti presentati dalla maggioranza, sottolineando che non tengono conto delle evidenze e delle argomentazioni della campagna pubblica fondata sui dati e sull’esperienza degli operatori sociosanitari.

Anche Monica Canalis, consigliera regionale del PD, ha espresso la sua delusione per la decisione del Consiglio regionale, definendola «una brutta notizia». Ha evidenziato la mancanza di sensibilità verso le famiglie colpite dalla ludopatia e ha sottolineato che l’aumento dei problemi legati al gioco d’azzardo è direttamente correlato all’aumento dell’offerta di gioco. «Le attività economiche devono essere regolate per non nuocere alla salute e al benessere della popolazione – ha commentato Monica Canalis -. Non si può lucrare sulla pelle delle persone più vulnerabili».

Anche l’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte critica la bocciatura della proposta, definendola un’occasione persa. L’Ordine partecipò già nel 2021 alla consultazione sul disegno di legge n.144 “Contrasto alla diffusione del Gioco d’azzardo patologico (GAP)”. «La bocciatura di questa proposta credo sia un’occasione persa, non solo nell’ambito degli interventi di cura, ma anche per quanto riguarda gli interventi di prevenzione e reinserimento sociale e lavorativo – afferma Antonio Attinà, presidente dell’Ordine -. Il costo sociale che pagano le famiglie, soprattutto le più fragili, è enorme, tuttavia non bisogna darsi per vinti e continuare a battersi per la difesa della salute».

La seconda proposta di legge respinta è stata la n. 228, “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico” presentata dai Comuni di Grugliasco, Baveno, Cureggio, Mongrando, Nichelino, Torino.

Questa decisione del Consiglio regionale del Piemonte ha generato una significativa controversia nella regione e ha sollevato nuove domande sulla regolamentazione del gioco d’azzardo patologico e sulla responsabilità delle istituzioni nel proteggere i cittadini più vulnerabili. La questione rimane aperta e sarà oggetto di ulteriori discussioni e dibattiti in futuro.