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Morto Ernesto Ferrero, una vita per i libri

Ha direttore il Salone internazionale del Libro di Torino dal 1998 al 2016

Dopo una lunga malattia, a 85 anni, è morto Ernesto Ferrero, scrittore, traduttore, critico letterario, editore. Una vita dedicata ai libri. Nato a Torino nel 1938, da giovane diventa responsabile della casa editrice Einaudi. Vincitore nel 2000 del Premio Strega con “N”, il romanzo che ricostruisce l’esilio di Napoleone all’Elba, tradotto in Francia, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Polonia, Lettonia, ha anche ispirato il film N (Io e Napoleone) uscito nel 2006 con la regia di Paolo Virzì. Il suo ultimo libro, uscito da poco è Italo, un testo dedicato a Calvino.

Come critico letterario si è occupato di Calvino, di Emilio Gadda e Primo Levi. Ha tradotto le opere di Celine, Flaubert e Perec. Davvero tanti i suoi libri di narrativa, tra i più recenti “Francesco e il sultano”, pubblicato da Einaudi nel 2019, saggi, libri di memorie, libri per bambini. È stato presidente onorario del Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino e presidente delle giurie di diversi premi letterari, faceva parte del comitato direttivo del Premio Strega. Nel 2012 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha conferito l’onorificenza di commendatore all’Ordine del merito della Repubblica Italiana. Dal 1998 al 2016 direttore del Salone internazionale del Libro di Torino, lasciando una impronta indelebile del suo impegno.

Ha collaborato con importati quotidiani nazionali come “La Stampa” e “Il Sole 24 Ore” e con programmi culturali della Rai.

A ricordare Ferrero, scomparso dopo una lunga malattia a 85 anni, è il gruppo di lavoro del Salone Internazionale del Libro di Torino che “Porteremo sempre nel nostro cuore il suo impegno instancabile e la sua dedizione verso la promozione della lettura, del libro e della letteratura, ma soprattutto la generosità, la gentilezza e l’ironia che lo hanno contraddistinto sul lavoro e nella vita.
La sua visione e il suo lavoro hanno trasformato il Salone Internazionale del Libro, che ha diretto dal 1998 al 2016, in un luogo di incontro, dialogo e confronto tra autrici e autori, lettrici e lettori, uno spazio in cui l’amore per la lettura e la conoscenza hanno creato anno dopo anno una comunità sempre più grande. Il suo esempio ci sarà sempre da guida per gli anni che verranno”.

Tanti i messaggi di cordoglio che si susseguono da quando è giunta la notizia della sua morte, tra cui quello dell’assessore regionale alla Cultura, Vittoria Poggio: “A lui dobbiamo tra le tante cose l’invenzione del Salone Internazionale del libro che oggi è una delle più importanti kermesse culturali d’Europa, la sua visione è stata di grande lungimiranza, riusciva a costruire e realizzare idee e progetti oltre ogni immaginario. Un piemontese autentico: lo ricorderemo come uomo dalle doti straordinarie, che si è sempre speso per il progresso e la modernizzazione culturale della nostra regione».