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Ecomondo: da modello pionieristico a bandiera nazionale

Numerose le aziende e start up piemontesi alla fiera sulla transizione ecologia. Alcune leader mondiali

Il Piemonte protagonista alla 26° edizione di Ecomondo di Rimini dedicata al green e inaugurata lo scorso 7 novembre dal ministro dell’Ambiente Gilberto Picchetto Frattini. Sono imprese virtuose, PMI che hanno intrapreso la strada dell’economia circolare in tempi non sospetti o hanno cambiato la loro visione sulla base delle nuove sensibilità del terzo millennio.

 “Il nostro impegno è sempre stato orientato verso la tutela e cura del creato per la protezione di noi tutti. Noi siamo ambiente. – rivela il cuneese Lorenzo Bertolotto CEO Paneco Ambiente  – Attraverso quarant’anni di ricerca e sviluppo con dedizione abbiamo messo a punto decine di brevetti e soluzioni per prevenire e curare la qualità e la salute dei terreni, dell’acqua e dell’aria, degli animali e della biodiversità”. Conosciuti soprattutto per un prodigioso “humus” che rigenera e idrata i terreni, anche più impervi, oggi esportano in molti paesi e insieme ai prodotti raccontano una storia di azienda, di famiglia e rispetto per la qualità della vita attraverso scelte sostenibili.

Una realtà che ha fatto scuola è l’Università di Pollenzo: “lavoriamo con 150 imprese, molte nel nord ovest e nella nostra didattica la sostenibilità è sempre stata al centro delle ricerca universitaria e dei progetti,  –  spiega Gabriele Cena Responsabile Relazioni Esterne Ecomondo –  è un luogo dove fare networking e far cresce tante iniziative>. A Rimini  hanno presentato quattro nuovi progetti tra cui il Center for Circular Economy in Coffè insieme alla Fondazione Lavazza, Cantina del Futuro un’iniziativa itinerante tesa a individuare pratiche innovative e sostenibili in un settore in cui l’Italia è leader. Ma ci si concentra anche sulle “uova circolari” per ridurre gli sprechi in agricoltura e alimentare le galline con larve di insetti.

Ecomondo è poi terra di start-up: una decina di trentenni di Asti nel 2020 hanno dato vita a Saccheria Pliem si sono specializzati in big bag, contenitori flessibili per rifiuti: dal cibo ai materiali pericolosi come per lo smaltimento dell’amianto. Alessio Pepe direttore commerciale racconta: “stiamo crescendo rapidamente nel 2022 abbiamo prodotto e venduto 300.000 sacchi, realizzati in materiali eco e adatti a risolvere anche problematiche di spazio dato che non pieghevoli”.

Economia circolare anche per Marcopolo: “da più di trent’anni recuperiamo, trasformando in energia green il biogas di discarica che diventa quindi biometano in Italia così come all’estero. Arrivando da una precedente tradizione d’impresa agricola, abbiamo puntato anche a sviluppare un modello di energia circolare con impianti agrivoltaici sino a 400 megawatt, caratterizzati da minor consumo di suolo con utilizzo di pannelli verticali per lasciare spazio alla produzione agricola”, spiega il direttore generale Enrico Friz.

Un mix quindi di tecnologie, tradizione e sviluppo economico che fa crescere il territorio e tutela l’ambiente.