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Economia piemontese: il rapporto di novembre della Banca d’Italia

Il panorama economico del Piemonte, un'analisi approfondita dei segnali di rallentamento e delle prospettive di ripresa

Nel corso della prima metà del 2023, la robustezza dell’economia piemontese ha sperimentato un rallentamento, con l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) affermando un aumento del 1,3% del Prodotto Interno Lordo, meno della metà dell’incremento del 2022. Il contesto macroeconomico internazionale ha influito negativamente, riflettendo un progressivo indebolimento dell’indicatore Regio-coin della Banca d’Italia.

Nel settore industriale, sebbene la produzione abbia registrato una modesta crescita nel primo semestre grazie ai trasporti ed alle esportazioni, nel terzo trimestre sono emersi segnali di riduzione dell’attività. Le imprese industriali hanno mostrato una debole accumulazione di capitale e una diminuzione della propensione a investire, influenzate dal peggioramento delle condizioni di accesso al credito. Nel terziario, nonostante un leggero deterioramento, la congiuntura è stata positiva in tutti i principali comparti, tranne nel commercio non alimentare. L’espansione delle costruzioni, seppur più modesta rispetto agli anni precedenti, ha coinvolto sia l’edilizia privata che le opere pubbliche.

La situazione finanziaria aziendale è complessivamente favorevole, grazie all’attenuazione delle pressioni sui costi di produzione. Tuttavia, la diminuzione della liquidità, seppur lieve, è stata accompagnata da una valutazione positiva da parte della maggioranza delle imprese. L’occupazione è cresciuta, avvicinandosi ai livelli pre-pandemici, con prevalenza di contratti a tempo indeterminato nel settore privato non agricolo.

I consumi hanno subito un rallentamento, riflettendo la perdita di potere d’acquisto delle famiglie, causata da un’alta inflazione che, sebbene ridimensionata rispetto al 2022, è rimasta elevata. I prestiti al sistema produttivo sono diminuiti in tutti i settori, influenzati dal calo della domanda e dal deterioramento delle condizioni di accesso al credito. Le previsioni per i prossimi mesi sono segnate dal pessimismo, soprattutto per le imprese di minori dimensioni e nel settore manifatturiero, a causa dell’incremento dell’incertezza legato alle tensioni geopolitiche.

In questo contesto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) continua a fornire un sostegno alla crescita e all’accumulazione di capitale, con risorse assegnate agli enti pubblici per progetti nella regione pari a 8,2 miliardi di euro al 10 ottobre. Tuttavia, la discussione in corso sulla revisione di alcuni interventi potrebbe influire sulle prospettive future.