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2024, l’Unione Europea a un bivio

Sfide e opportunità per il futuro dell'UE.

Il 2024, comunque vada, sarà un anno di svolta per l’Unione Europea: o andrà avanti verso un rafforzamento del processo di integrazione sociale, economica e politica o tornerà indietro alla prima metà del secolo scorso, quando era un territorio di nazioni tra loro ostili, suicidatesi con due guerre mondiali, perdendo centralità e ruolo in un mondo che aveva orientato per secoli.

Non sembri eccessivo questo riferimento, per convincersene basterebbe guardare alle guerre esplose ai nostri confini, alla marginalità europea rispetto alla contesa tra Stati Uniti e Indo-pacifico e alla stanchezza e al disorientamento dei cittadini europei nei confronti di Istituzioni, nazionali ed europee, senza una visione di futuro e preda di miopi calcoli politici per difendere un fragile consenso in progressiva erosione.
Ma se il quadro è preoccupante, non mancano però opportunità per farvi fronte. La prima ci viene dalle lezioni che la storia ci sta impartendo, a cominciare dal ritorno della guerra che ci ha ricordato i nostri errori del passato, tra ingenuità e pigrizia politica, per non esserci dotati di una politica estera e di difesa comune: se non lo impariamo questa volta, domani potrebbe essere troppo tardi. Nel contrasto alla pandemia abbiamo sperimentato nell’Unione Europea solidarietà inedite, dall’approvvigionamento dei vaccini al debito comune acceso per finanziare il “Piano europeo di ripresa” fino alla protezione comune con l’ombrello della Banca centrale europea nel momento difficile delle tensioni finanziarie.

L’UE si è mostrata all’altezza delle sue ambizioni nel contrasto alla crisi climatica, spingendo verso il progressivo abbandono delle energie fossili al Vertice ONU di Dubai. Adesso speriamo in altrettanta determinazione da parte dei governi europei, e di noi cittadini, nel mostrare coerenza e coraggio per affrontare le impegnative misure necessarie per la salvaguardia del Pianeta.
Meno bravi siamo stati nell’affrontare il tema dei flussi migratori, con l’adozione di un “Piano migranti e asilo” inadeguato, ma ci penserà la realtà delle profonde diseguaglianze nel mondo a convincerci che il problema andrà affrontato alla radice, prima che si accenda una miccia sotto una società del benessere sempre più fragile e a rischio esplosione. Per affrontare questi e altri nodi il 2024 ci offre nell’Unione Europea una grande occasione, quella delle elezioni del Parlamento europeo il prossimo 9 giugno.

Sarà il momento di prendere ciascuno in mano il proprio destino, valutare quali progetti europei ci garantiranno nel tempo giustizia, sicurezza e benessere e scrivere nell’urna l’Europa che vogliamo. Se quella che ritrova il suo spirito originario, anche allora all’indomani di tragiche guerre, per ricostruire il continente e consolidare la pace o se quella tentata di tornare indietro alla ricerca nostalgica di “piccole patrie”, irrilevanti nel mondo e preda di potenziali aggressori. Chi vorrà che l’UE progredisca dovrà contribuire a disegnarne una nuova, con politiche comuni più estese, Istituzioni riformate e con procedure decisionali più efficaci e con Vertici europei all’altezza delle sfide di questi tempi difficili, forti di una legittimità popolare che solo l’esercizio democratico del voto può garantire. Questo vale tanto a livello nazionale, dove bisognerà non lasciarsi ingannare da promesse elettorali di ormai noti imbonitori e, a livello europeo, dove tutti siamo uguali nel nostro essere diversi, perché questa è l’Europa: “la Patria di cittadini uniti nella diversità”.
Buon anno Europa!