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Epifania. Festa dei Popoli: volontà di inclusione

A Pinerolo il gruppo coreutico del Centro studi armonia danza di Nichelino danzerà durante il Gloria e l'Alleluja alla messa del 6 gennaio

«Questa festa è importante  – spiega il vescovo di Pinerolo, Derio Oliveroinnanzitutto per noi cristiani perché ci ricorda un fatto fondamentale della nostra fede che dice che Gesù Cristo è venuto per tutti. Spesso rischiamo di concentrarci su noi stessi, sulle nostre comunità, e la nostra azione e le nostre strutture ci sembrano il tutto, in realtà invece noi come Chiesa siamo a servizio di un Signore che lavora per tutti gli uomini e tutte le donne e chiede a noi Chiesa di essere a servizio di questo lavoro. Il Signore è già adesso all’opera là fuori, fuori dai nostri confini ecclesiali: il nostro compito non è quello di ‘inventare’ la sua presenza fuori dalla Chiesa, ma di vederla e riconoscerla e ovviamente di testimoniarla» .Prosegue il vescovo Derio: «Noi non crediamo nel dialogo come strumento per fare proselitismo, ma crediamo nel dialogo perché sappiamo, in nome della nostra fede, che abbiamo molto da imparare fuori dai nostri confini. Alla luce di questo diventa una conseguenza ovvia per il cristiano essere aperto e inclusivo. La festa dei popoli dice appunto di questa apertura e volontà di inclusione» .

Anche quest’anno di fronte a questa festa c’è una critica sull’eccessiva apertura della Chiesa, in particolare del Papa e del vescovo di Pinerolo. Come risponde a queste critiche?

«In realtà l’apertura è un impegno enorme a recuperare l’identità del Cristianesimo, se ti esponi devi sapere bene chi sei ed essere contento di ciò che sei, altrimenti certo finisce in un vano relativismo, inoltre esporti è un ottimo modo per recuperare il Cristo del Vangelo, che è sempre stato capace di dialogo con tutti. Oggi non siamo invasi da altre religioni, siamo noi occidentali che stiamo abbandonando la serietà e bellezza del Cristianesimo» .

Quest’anno per solennizzare la festa dei popoli a Pinerolo sarà coinvolto il gruppo coreutico del Centro Studi Armonia danza di Nichelino (con la direzione artistica di Laura Rossana Caffaro). Si sottolineeranno con la danza due momenti della celebrazione: il Gloria e l’Alleluja. Perché il linguaggio della danza?

«Il Cristianesimo è forse unica religione che non ha danze sacre. Come mai? Perché nei primi secoli i cristiani erano talmente colpiti e spaventati dai culti dionisiaci dove c’erano danze ma esagerate, feroci addirittura, che vietarono ogni danza nei riti. E inizialmente anche ogni canto, poi canto e musica si sono recuperati ad opera di Sant’Agostino, ma la danza mai. I riti sono un insieme di parole ma anche e soprattutto di gesti per il corpo» .