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Nuova intesa tra CEI e Ministero dell’Istruzione per il concorso di insegnamento religione cattolica

Un accordo che rafforza la stabilità degli insegnanti e promuove il dialogo culturale nelle scuole italiane.

Un’importante intesa tra il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Cardinale Matteo Zuppi, e il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, riguardante il concorso ordinario per la copertura del 30% dei posti per l’insegnamento della religione cattolica vacanti, come previsto dalla legge 159/19 è stato firmato lo scorso 9 gennaio. Il restante 70% dei posti sarà coperto tramite una procedura straordinaria, riservata ai docenti con almeno 36 mesi di servizio, per un totale di circa 6400 insegnanti.

Questa nuova intesa sostituisce integralmente quella firmata il 14 dicembre 2020 ed è in accordo con l’Accordo di revisione del Concordato Lateranense del 1984 tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana, nonché con l’Intesa tra il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 2012. I titoli di qualificazione professionale richiesti per partecipare al concorso sono quelli indicati nell’Intesa del 28 giugno 2012, rilasciati da Facoltà e Istituti elencati dal decreto del Ministro dell’Istruzione del 24 luglio 2020 (n. 70). Tra i requisiti c’è anche la certificazione dell’idoneità diocesana all’insegnamento della religione cattolica.

Il concorso si compone di una prova scritta e una orale, che valutano la preparazione dei candidati in base alle materie e alle competenze indicate dalla normativa vigente e dalle intese menzionate in precedenza.

Il Cardinale Matteo Zuppi ha espresso gratitudine al Ministro Valditara per questa collaborazione e ha sottolineato l’importanza degli insegnanti di religione nelle scuole italiane: Al di là dell’atto formale, richiesto dalla legge, il presente accordo – ha aggiunto – riconosce e riafferma il valore degli insegnanti di religione nelle nostre scuole: educatori preparati e appassionati che arricchiscono l’esperienza scolastica con un’occasione unica di dialogo, approfondimento culturale e confronto interdisciplinare. È giusto che sia data loro maggiore stabilità e sicurezza». Il Ministro Valditara ha affermato che l’insegnamento della religione offre un’opportunità di dialogo sui principi etici e morali e di approfondimento del messaggio cristiano, contribuendo alla conoscenza della storia e della cultura.