sabato 02 Marzo 2024 - Santo del giorno:

Il network dell'informazione del Piemonte e della Valle D'Aosta
SIR NEWS
  • Data loading...

Visita ad Limina: dopo 10 anni i vescovi piemontesi tornano a Roma

Il pellegrinaggio di oggi (dal 22 al 27 gennaio) e di ieri avvenuto nel 2013

“Visita ad limina apostolorum” è l’incontro che, ogni cinque anni – (oggi ogni dieci anni perché i pastori sono raddoppiati) – i vescovi di tutto il mondo hanno con il Papa per illustrare le particolarità che contraddistinguono la loro diocesi e regione dal punto di vista religioso, sociale e culturale, quali i nodi di problematici e come interviene la Chiesa locale. Il termine “Limina apotolorum” risale ai primi secoli cristiani e significa «le tombe degli apostoli Pietro e Paolo», come stabilì il Sinodo di Roma nel 745 con Papa Zaccaria. La pratica riprende vigore nel 1585 con Sisto V che ripristina l’obbligo con cadenza triennale e con Benedetto XIV nel 1740. È il Concilio di Trento che riancia alla grande la visita ogni 5 anni (10 per i vescovi extraeuropei). Il canone 399 afferma: «Il vescovo diocesano è tenuto a presentare ogni cinque anni una relazione al Sommo Pontefice sullo stato della diocesi affidata- gli: si rechi nell’Urbe, veneri le tombe degli apostoli Pietro e Paolo e si presenti al Romano Pontefice». Inoltre «la visita si concreterà in una celebrazione liturgica che cementi la comunione ecclesiale ed edifichi coloro che vi partecipano».

Il programma dal 22 al 27 gennaio

Nel programma della “visita ad limina” per i vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta, si prevede lunedì 22 gennaio alle 7 la messa nella Basilica di San Paolo fuori le mura; quindi la messa martedì 23 gennaio alle 7,30 nella Basilica di S. Giovanni in Laterano; mercoledì 23 gennaio alle 7 la messa nella Basilica di S. Maria Maggiore; venerdì 26 gennaio la Messa alle 7,15 nella Basilica di S. Pietro. L’udienza dal Santo Padre giovedì 25 gennaio alle ore 9. Nelle giornate, molto intense, a Roma, l’incontro nei vari Dicasteri della Santa Sede; al Tribunale della Rota Romana; alla Pontificia Commissione per la tutela dei minori; alla Segreteria del Sinodo; alla Segreteria di Stato.

La visita ad limina di ieri, 2013

Dieci anni fa era arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, supportato dal vescovo ausiliare Guido Fiandino. Oggi pastore nel capoluogo di regione – e vescovo di Susa (al posto di Alfonso Badini Confalonieri) – è mons. Roberto Repole, con ausiliare Alessandro Giraudo. In Valle d’Aosta è vescovo ancora Franco Lovignana, come dieci anni orsono. Alla guida della diocesi di Alba oggi è Marco Brunetti, allora era Giacomo Lanzetti. A Cuneo e Fossano un decennio fa era vescovo Giuseppe Cavallotto, oggi è Piero Delbosco. A Mondovì è vescovo Egidio Miragoli, dieci anni fa era Luciano Pacomio. A Saluzzo c’è stato il ricambio alla guida della diocesi: a Giuseppe Guerrini è subentrato Cristiano Bodo. A Pinerolo è pastore Derio Olivero, rimpiazzando Piergiorgio Debernardi. A Vercelli ora è arcivescovo Marco Arnolfo, allora era Enrico Masseroni. A Biella Roberto Farinella è succeduto a Gabriele Mana. Ad Alessandria dieci anni fa come oggi vescovo Guido Gallese. A Novara pure è lo stesso vescovo di allora, Franco Giulio Brambilla. A Casale Monferrato Gianni Sacchi ha sostituito Alceste Catella. Ad Acqui mons. Luigi Testore è stato nominato al posto di Pier Giorgio Micchiardi. Ad Asti ora è vescovo Marco Prastaro succeduto a Francesco Ravinale. Ad Ivrea era allora ed è vescovo oggi Edoardo Aldo Cerrato.

Nel 2013 metà dei vescovi italiani la fece con Benedetto XVI e metà con papa Francesco, eletto il 13 marzo 2013, i vescovi piemontesi incontrarono Francesco da poco eletto. Disse mons. Nosiglia, presidente Cep all’epoca: “Ci presentiamo per una visita che è tutto meno che un rituale obbligato. C’è la novità, e anche l’umana curiosità, di incontrare il successore di Pietro che, in queste prime settimane di pontificato, ha saputo offrire ai cristiani e al mondo i veri “segni” della giovinezza perenne della Chiesa. La nostra gente attraversa fortissime difficoltà economiche e sociali. I tantissimi immigrati che vivono qui pagano duramente il cambiamento del modello di sviluppo che si incrocia con la crisi economica globale”.