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Perchè scegliere religione cattolica a scuola, oggi?

L'insegnamento religioso cattolico: un cammino di crescita culturale e riflessione sulla vita.

In sintonia con il recente Messaggio della Presidenza CEI e in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2024-2025, l’Ufficio Scuola della Regione ecclesiastica Piemonte e Valle d’Aosta, in accordo con il Vescovo delegato mons. Edoardo Aldo Cerrato, propone alle famiglie e agli studenti una riflessione sulla natura dell’insegnamento della religione cattolica e sull’importanza che esso riveste nel cammino di formazione culturale.

«Giudica un uomo dalle sue domande piuttosto che dalle sue risposte». In questa celebre frase di Voltaire può essere condensato il motivo per cui scegliere l’insegnamento della religione cattolica. Esso, infatti, non viene pensato e proposto come un indottrinamento di tipo catechetico, ma come la meravigliosa occasione per porre le giuste domande, lungo le diverse fasi della crescita, dall’infanzia all’età adulta. Così questo piccolo spazio di tempo, a cadenza settimanale, può diventare qualcosa di più di una materia come le altre e offrire la possibilità per affrontare tematiche interdisciplinari che toccano la letteratura, la storia, l’arte, la filosofia, l’educazione civica. La cultura occidentale, infatti, è intrisa di cristianesimo e per capire il senso della nostra storia e giungere alle nostre radici non possiamo ignorare questo patrimonio di inestimabile valore. In sintesi, perché scegliere di fare religione a scuola?


◾ Per interrogarsi sulle domande decisive e fondamentali, le domande di “senso”, che appunto danno significato ma anche direzione alla vita.
◾ Per accrescere il proprio bagaglio culturale ed esistenziale.
◾ Per il ruolo costruttivo che svolge per la convivenza civile nel confronto tra la religione cristiana di confessione cattolica e culture e religioni differenti.
◾ Perché è un’opportunità di conoscenza offerta a tutti, credenti e non, come espressione della laicità dello stato.
◾ Per allargare la mente e il cuore in un’ottica di accoglienza e integrazione dell’Altro e di ogni altro.
◾ Perché è un insegnamento di cui ci si avvale nel rispetto della libertà di coscienza di ciascuno.