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Screening oncologici nella lotta contro il cancro

Da pazienti e clinici la richiesta di un'azione più incisiva


      

			

Educare alla prevenzione già tra i banchi di scuola avvicinando i giovani agli screening, digitalizzare e rendere più efficienti i processi di invito allo screening rivolti ai cittadini, potenziare il coinvolgimento della medicina del territorio per incoraggiare un atteggiamento proattivo verso le opportunità di screening e ampliare il programma sperimentale della Rete Italiana Screening Polmonare per ridurre la mortalità legata al tumore del polmone.

Sono le priorità di intervento sollecitate ai Decisori sanitari nel corso della tavola rotonda “La Raccomandazione UE sugli screening oncologici come priorità sanitaria”, che si è svolta presso il Ministero della Salute promossa da All.Can Italia la coalizione multistakeholder di Pazienti, Clinici, Esperti sanitari e Industria, attiva nel proporre soluzioni concrete per migliorare il percorso dei pazienti oncologici. Al centro dell’incontro la necessità di incentivare le politiche di prevenzione e diagnosi precoce così come chiesto dall’Unione europea.

“Noi abbiamo accolto l’invito di All.Can Europa a cercare di diffondere questa raccomandazione e di mettere in atto delle soluzioni, che concretamente scarichino a terra i contenuti di queste raccomandazioni per la diffusione degli screening oncologici – a dirlo il portavoce di All.Can Italia Paolo Bonaretti -. In realtà la diagnosi precoce oggi è possibile, ci sono diverse tecnologie, con diverse tipologie di screening, ma anche attraverso un uso corretto dei dati. La prevenzione è la prima azione, spesso sottovalutata, che un servizio sanitario nazionale di tipo universalistico, pubblico come il nostro deve intraprendere. Noi abbiamo già in questo momento della campagna di screening avviate, non siamo messi malissimo in Europa rispetto ad altri paesi, ma abbiamo però, purtroppo, forti diseguaglianze tra regioni nell’adesione e anche nel richiamo per gli screening”.

La prevenzione deve partire tra i giovanissimi e va coadiuvata dall’impiego della digitalizzazione per facilitare la prenotazione degli screening:

“Oggi la prevenzione deve passare attraverso la promozione della cultura della salute e questa non può che avvenire già dalle giovani fasce d’età – lo ha spiegato Rossana Berardi, Tesoriere Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – tanto che stiamo promuovendo di concerto con opinion leader nazionali l’insegnamento della salute globale e della prevenzione proprio nelle scuole dell’obbligo, parallelamente però bisogna anche semplificare i percorsi di accesso ai programmi di screening oltre che a percorsi di accesso in generale di diagnostica alle terapie e questo non può non avvenire se non utilizzando gli strumenti performanti che abbiamo oggi, che sono sicuramente digitali, ma anche strumenti semplici di remind, si è visto infatti che i programmi di screening che funzionano meglio sono anche quelli che hanno un sollecito della prenotazione degli utenti e questo può avvenire banalmente anche con una tecnologia moderna come whatsapp”.

Il cancro uccide, uccide in Italia e nel mondo ed è percorrendo tutti insieme la stessa strada, che si può fermare la sua incessante e dolorosa avanzata.