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Lesioni al midollo: restituire il controllo di mani e braccia

Piemonte e Svizzera unite nel progetto di ricerca Brain Spine Interface

Le lesioni traumatiche della spina dorsale interessano circa 130.000 persone all’anno nel mondo. Più della metà di questi infortuni comportano una perdita parziale o totale della mobilità delle braccia. Solo in Italia, secondo dati INAIL, ogni anno circa 1.500-2.000 persone diventano paraplegiche o tetraplegiche a seguito di lesioni al midollo spinale. Le terapie di riabilitazione classiche non permettono di recuperare le capacità motorie richieste dalle più semplici attività della vita quotidiana, come nutrirsi o prendersi cura dei propri bisogni personali. 

Restituire il controllo di mani e braccia a questi pazienti con lesione al midollo spinale (SCI) grazie a un ponte digitale tra cervello e midollo spinale cervicale è la sfida scientifica a cui stanno lavorando il Piemonte e la Svizzera con il progetto di ricerca Brain Spine Interface (BSI). Realizzato dall’Università di Losanna e dal Centre Hospitalier Universitaire è sostenuto dalla Fondazione Crt (75mila euro) in collaborazione con la Fondazione Ospedale Alba-Bra onlus.

Come funziona il ponte?

Un dispositivo wireless di elettrocorticografia raccoglierà e decodificherà gli input della corteccia motoria primaria e trasmetterà la stimolazione al midollo spinale attraverso due array epidurali, con conseguente riattivazione dei muscoli paralizzati. Il progetto quinquennale punta a ripristinare il controllo volontario degli arti superiori collegando l’attività corticale alla regolazione della stimolazione elettrica del midollo spinale cervicale. Questo collegamento tra pensiero e attivazione muscolare consentirà ai pazienti di recuperare il controllo parziale dei movimenti degli arti superiori dopo la paralisi, permettendo non solo un miglioramento immediato dei movimenti del braccio e della mano, ma anche un recupero neurologico duraturo durante la riabilitazione.

La ricerca, che potrebbe aprire la strada anche al trattamento della paralisi degli arti superiori dopo l’ictus, si innesta sul successo ottenuto da due neuroscienziati dell’Università di Losanna, i professori Jocelyne Bloch e Grégoire Courtine: la Fondazione CRT li ha presentati per la prima volta alla comunità scientifica italiana, mettendoli in connessione con il mondo accademico, istituzionale e produttivo al Politecnico di Torino. La loro tecnica rivoluzionaria, illustrata sull’autorevole rivista Nature, ha recentemente dimostrato come la stimolazione elettrica applicata a livello della regione lombosacrale del midollo spinale, associata a programmi di riabilitazione, dia l’opportunità a persone con lesioni alla spina dorsale di recuperare il controllo volontario delle gambe anche diversi anni dopo l’infortunio. Tra loro Michel Roccati, rimasto paralizzato per un incidente in moto e tornato a camminare grazie a elettrodi impiantati nel midollo spinale.

È motivo di grande orgoglio che due realtà piemontesi siano coinvolte in una ricerca tanto prestigiosa per la cura dei pazienti con lesioni al midollo spinale. Questo progetto è la dimostrazione dell’eccellenza della nostra sanità sia sul fronte della ricerca sia su quello della cura ed è l’ulteriore conferma di quando la collaborazione con le fondazioni e il mondo accademico possa offrire straordinarie possibilità di innovazione in campo scientifico e terapeutico” dichiara il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Foto crediti : MauroGalloFotografo2024