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PASSIO: L’ALLEANZA UOMO-MACCHINA, FUTURO DELL’ECONOMIA

Il ruolo centrale dell’umano nella trasformazione del sistema produttivo

Il ruolo centrale dell’um

«Con l’Intelligenza Artificiale dobbiamo chiederci non cosa succederà, ma cosa vogliamo far succedere». Così parla dell’attuale trasformazione del sistema produttivo Massimo Chiriatti (Chief Technical & Innovation Officer, Lenovo Italia) intervenuto come relatore, sabato 9 marzo all’Arengo del Broletto di Novara, nell’incontro Economia e Intelligenza Artificiale. Economia reale, lavoro e finanza nella quarta rivoluzione tecno-sociale, insieme con Stefano Gatti (Head of Data & Analytics, Nexi), intervistati da Demetrio Migliorati (Head of Innovation, Banca Mediolanum) e presentati da Stefano Ferrari, vice presidente di Nuova Regaldi ETS, ente organizzatore di Passio.

«L’intelligenza artificiale – spiega Chiriatti – è fatta di dati, computer e algoritmi, che possono simulare il comportamento dell’uomo, ma non imitarne il pensiero, la creatività, la capacità di relazione. Perciò il futuro è ancora tutto nelle nostre mani». infatti, afferma Gatti, «L’uomo non sarà sostituito dalla macchina, ma da chi la sa usare, perché l’uno e l’altra, alleati fra loro, raggiungono risultati migliori di quelli ottenuti separatamente dall’uomo e dalla macchina». All’uomo spetta il compito di decidere quali attività delegare alle macchine, il cui intervento, chiarisce Chiriatti, «è utile quando si hanno grandissime quantità di dati senza disporre di regole per interpretarli, perché gli algoritmi permettono di trovare in essi regolarità e correlazioni per trarne predizioni statisticamente attendibili». Ciò consente di ridurre tempi e costi e migliorare la qualità dei processi produttivi, ma «è l’uomo che deve valutare i risultati, verificare la rispondenza agli obiettivi e prendere le relative decisioni».

L’Intelligenza artificiale, infatti, non sempre è una buona consigliera, afferma Gatti, citando il campo della distribuzione del credito in cui «gli algoritmi puntano a ridurre le perdite delle banche ma così evitano di finanziare attività innovative, intrinsecamente più esposte al fallimento, ma indispensabili per il progresso sociale collettivo». Per questo, aggiunge Chiriatti, «le competenze necessarie per accompagnarci nel futuro non saranno solo tecniche e informatiche, ma anche quelle di filosofi, sociologi, antropologi ed esperti di etica, per andare al di là della pura logica dell’efficienza e del profitto».

Una preoccupazione condivisa dal filosofo Cosimo Accoto (Research Affiliate & Fellow, MIT Boston), che interviene in video affermando che «le macchine attualmente stanno soltanto sostituendo parte del lavoro umano, ma presto porteranno a una riorganizzazione profonda del sistema produttivo, che richiederà un incremento di creatività, conoscenza e professionalità. Dovremo rispondere alla trasformazione con uno sforzo di innovazione culturale, per produrre una nuova comprensione della realtà, trovare un nuovo senso al ruolo dell’uomo e arginare potenziali derive etiche, in un quadro in cui le istituzioni degli stati nazionali si trovano a confrontarsi su un piano paritario con i colossi dell’informatica, che gradualmente erodono parte delle loro prerogative».