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Tirocini in Europa: cambiano, in meglio, le regole

Sono circa 3,1 milioni i tirocinanti in Europa, la metà sono retribuiti. La stima è che entro il 2030 il numero crescerà almeno del 16%

La Commissione europea interviene proponendo di migliorare le condizioni di lavoro dei tirocinanti, anche per quanto riguarda la retribuzione, l’inclusività e la qualità dei tirocini nell’UE. L’iniziativa contiene:

  • una proposta di direttiva relativa al miglioramento e all’applicazione delle condizioni di lavoro dei tirocinanti e alla lotta ai rapporti di lavoro stabili spacciati per tirocini; e  
  • una proposta di revisione della raccomandazione del Consiglio del 2014 su un quadro di qualità per i tirocini per affrontare questioni legate alla qualità e all’inclusività, quali una retribuzione equa e l’accesso alla protezione sociale.

Il quadro di qualità per i tirocini a livello dell’UE del 2014 stabilisce 21 principi di qualità relativi ai tirocini che gli Stati membri sono invitati ad applicare per garantire condizioni di apprendimento e di lavoro di alta qualità. Dalla valutazione del 2023 della Commissione europea è emerso l’impatto positivo della raccomandazione del Consiglio sulla qualità dei tirocini nell’UE, anche se è stato contestualmente rilevato che vi sono margini di miglioramento in relazione all’applicazione, al monitoraggio e al rispetto dei principi di qualità del quadro.

Si stima che nell’UE ci siano circa 3,1 milioni di tirocinanti (1,6 milioni dei quali sono retribuiti) e che la domanda di tirocini sia destinata a crescere almeno del 16% entro il 2030. Secondo un’indagine Eurobarometro del 2023, il 78% dei giovani europei ha svolto almeno un tirocinio e il 68% ha dichiarato di aver trovato un lavoro in seguito; il 21% degli intervistati ha svolto un tirocinio in un altro Stato membro, con un netto aumento rispetto al 2013 (9%).

Il pacchetto di proposte fa seguito alla risoluzione del Parlamento europeo del giugno 2023, che invitava la Commissione ad aggiornare il quadro di qualità del 2014, alla Conferenza sul futuro dell’Europa, in cui i cittadini dell’UE hanno chiesto alla Commissione di garantire tirocini di qualità e all’Anno europeo dei giovani. Il pacchetto contribuisce inoltre ad attuare l’Anno europeo delle competenze e integra la garanzia per i giovani rafforzata e altre iniziative della Commissione a sostegno dell’occupazione giovanile.

Rafforzare i diritti dei tirocinanti

La proposta di direttiva aiuterà gli Stati membri a migliorare e far rispettare condizioni di lavoro di buona qualità per i tirocinanti e a combattere il fenomeno dei rapporti di lavoro stabili spacciati per tirocini.

Tra gli elementi principali della proposta di direttiva ci sono:

  • il principio di non discriminazione, che garantisce che, per quanto riguarda le condizioni di lavoro, compresa la retribuzione, i tirocinanti siano trattati allo stesso modo dei dipendenti in pianta stabile, a meno che un trattamento diverso sia giustificato da motivi oggettivi, quali la differenza di mansioni, responsabilità inferiori, l’intensità di lavoro o il peso della componente di apprendimento e formazione;
  • la garanzia che i tirocini non servano per nascondere posti di lavoro stabili: tale obiettivo sarà conseguito attraverso controlli e ispezioni (gli Stati membri utilizzeranno la durata come possibile parametro di valutazione) e chiedendo alle imprese di comunicare il numero, la durata e le condizioni di lavoro dei tirocini;
  • la possibilità, per i rappresentanti dei lavoratori, di impegnarsi per conto dei tirocinanti a tutela dei loro diritti;
  • l’obbligo per gli Stati membri di garantire la presenza di canali attraverso i quali i tirocinanti possano denunciare pratiche scorrette e cattive condizioni di lavoro.

Prossime tappe

La proposta di direttiva della Commissione sarà discussa dal Parlamento europeo e dagli Stati membri. Dopo che i colegislatori avranno adottato la proposta di direttiva, gli Stati membri disporranno di 2 anni di tempo per recepirla nel diritto nazionale.

La raccomandazione sarà presentata al Consiglio per esame e adozione; successivamente, la Commissione sosterrà gli Stati membri nell’attuazione della raccomandazione e li inviterà a tenerla aggiornata sulle iniziative nazionali, le riforme, le migliori pratiche e le statistiche.