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Piemonte. Più cantieri e meno progetti, a rischio infrastrutture e logistica

Presentato ad Alessandria il rapporto Oti Piemonte 2024, si tratta della piattaforma che monitora l’avanzamento delle 69 infrastrutture ritenute più urgenti dalle imprese piemontesi

Il Nordovest è una terra percorsa da molte infrastrutture: strade, autostrade e ferrovie sono un elemento costante del panorama piemontese; eppure è una regione che sopporta un problema infrastrutturale importante in termini di fruibilità, capacità e connessione.

Il Sistema Piemonte può ambire a uno scenario di sviluppo logistico in grado di portare sul territorio ricchezza e sviluppo sociale. Questo scenario si identifica nei termini di un ecosistema di imprese che, sinergicamente agli enti pubblici, offrono ai comparti produttivi manifatturieri e agroalimentari piemontesi, padani, svizzeri e della Germania meridionale i servizi, i mezzi e le strutture per accedere e presidiare i mercati. È una logistica di competenze, di qualità, di innovazione e di soluzioni in grado di diventare un reale volano di sviluppo per il territorio piemontese.

Infrastrutture e trasporti al servizio di quale economia?

Il Piemonte ha registrato nel 2022 un prodotto interno regionale medio di circa 144 miliardi (pari al 7,7 per cento della ricchezza italiana), un valore superiore ai livelli pre-covid. Un dato certamente positivo e che fa guardare con un certo ottimismo al futuro. In questa fase storica forse la cosa più difficile è formulare una previsione in un contesto sociale di costante invecchiamento. La combinazione di un’alta speranza di vita e il perdurare di un regime di bassa fecondità hanno contribuito a un progressivo sbilanciamento intergenerazionale particolarmente critico. Le tendenze demografiche in atto rappresentano una delle principali sfide per il futuro del mercato del lavoro piemontese. L’Istat stima che nel 2042 la quota della popolazione in età lavorativa (15 – 64 anni) scenderà al 55 per cento, dal 62 per cento attuale.

Il Rapporto Oti Piemonte 2024. Luci e ombre sui lavori in corso

Tre lavori conclusi e cinque cantieri aperti in più. Aumentano le opere in linea con il programma e si riducono quelle in ritardo, undici però restano solo proposte progettuali. Questo in estrema sintesi il Rapporto Oti Piemonte 2024, che ha monitorato i progressi nella progettazione e realizzazione delle 69 infrastrutture ritenute urgenti dalle imprese di Confindustria Piemonte. Di queste 37 sono comuni al “Libro bianco sulle priorità infrastrutturali del Piemonte” realizzato da Unioncamere Piemonte che insieme alla Regione Piemonte collabora all’Osservatorio Territoriale Infrastrutture regionale.

Delle opere monitorate da Oti, solo 27 su 69 sono già cantierate, erano 22 nella precedente edizione del rapporto. A queste si aggiungono 39 opere ancora solo sulla carta: 27 sono in fase progettuale, dodici sono invece semplici proposte progettuali. Le tre opere ultimate nell’ultimo anno sono: il collegamento ferroviario Torino-Aeroporto di Caselle, la riattivazione del servizio ferroviario Casale Monferrato-Mortara e il nuovo ponte sul Ticino tra Vigevano e Abbiategrasso.

In assoluto, tra cantierate e solo progettate, le opere che sono in linea con il cronoprogramma salgono nell’ultimo anno da 23 a 30, di cui sono 18 quelle con lavori in corso. Calano invece da 20 a 16 quelle che hanno subito un ritardo negli ultimi 12 mesi, tra cui sette già cantierate. Restano invariate a 9 quelle con un ritardo grave, tra queste due sono già cantierate. Per arrivare a quota 69 vanno aggiunte le undici opere in stand-by e le tre concluse.

Tra le opere monitorate da Oti Piemonte, ce ne sono dieci finanziate anche con fondi Pnrr, e che quindi andrebbero concluse entro il 2026. Di queste ben otto hanno registrato degli avanzamenti nell’ultimo anno, mentre su Terzo Valico e raddoppio della linea ferroviaria Fossano-Cuneo, si è registrato un rallentamento dovuto nel primo caso a condizioni geologiche sfavorevoli, e alla mancata definizione del modello di esercizio nel secondo. Complessivamente il Pnrr ha finanziato venti opere coprendo con 4 miliardi circa il 40% del costo complessivo.

Per una più facile comprensione del rapporto, le 69 infrastrutture monitorate sono anche state divise in otto grandi sistemi infrastrutturali: Corridoio Mediterraneo (2 opere), Corridoio Reno-Alpi (7 opere), Sistema Aeroportuale (5 opere), Sistema dei centri intermodali (10 opere), Sistema dei Valichi Alpini (11 opere), Sistema delle connessioni immateriali (1 opera), Sistema Pedemontano (10 opere) e Viabilità dei nodi urbani (22 opere). Tutti questi sistemi, tranne il corridoio Mediterraneo e le connessioni immateriali, registra una o più opere in grave ritardo, che ne mettono a rischio il completamento.

Il Rapporto Oti 2024 è stato presentato ad Alessandria a Palazzo del Monferrato sede della Camera di Commercio di Alessandria-Asti nel corso dell’evento “Infrastrutture e logistica. Il nord ovest nel contesto europeo”.