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Più mobilità dei giovani tra Europa e Regno Unito

La Commissione Europea propone al Consiglio l’avvio di negoziati per agevolare gli spostamenti 18-30enni al di qua e al di là della Manica

Giovani in uno scalo aeroportuale

Può essere per studio o per lavoro oppure per scelte di vita. In ogni caso la mobilità dei giovani tra Europa e Regno Unito va favorita e anche per lunghi periodi. Proprio sulla spinosa questione delle difficoltà di spostamento al di là e al di qua della Manica dei ragazzi tra i 18 e 30 anni sta lavorando la Commissione europea. Che oggi propone al Consiglio europeo l’avvio di negoziati con il Regno Unito proprio in vista di un accordo definitivo in materia. L’obiettivo è facilitare i movimenti dei cittadini junior che stanno progettando un futuro senza barriere territoriali.

Ostacoli alla mobilità dei giovani dopo il ritiro del Regno Unito dalla UE

Gli attuali ostacoli alla mobilità sono dovuti al ritiro del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall’UE e dall’Euratom (Comunità Europea dell’Energia Atomica). La decisione, divenuta pienamente operativa il primo maggio del 2021 ha alzato muri tra l’isola e l’Europa. I passaggi tra le isole britanniche e l’Europa sono infatti passati sotto la disciplina delle rispettive norme interne in materia di immigrazione. Nello specifico: quelle unionali e dei singoli Stati membri per l’Europa e quelle del Regno Unito. Tutto con conseguenti limitazioni nel numero degli aventi diritto a spostarsi. 

È una situazione di cui i giovani sono i primi a fare le spese. Risultano infatti drasticamente ridotte le occasioni di fare un’esperienza di vita sull’altra sponda della Manica e di beneficiare di programmi di scambio per la gioventù, nei campi della cultura, dell’istruzione, della ricerca e della formazione.   

Maroš Šefčovič: ridotte le chance dei giovani di studiare, lavorare e vivere all’estero

“Il recesso del Regno Unito dall’Unione europea ha colpito in modo particolare i giovani dell’UE e del Regno Unito che desiderano studiare, lavorare e vivere all’estero – spiega Maroš Šefčovič, vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, le relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche – Quello di oggi è un primo passo verso un accordo ambizioso ma realistico tra l’UE e il Regno Unito che ponga rimedio alla situazione. Il nostro obiettivo è ricostruire ponti umani tra i giovani europei su entrambe le sponde della Manica”.

Una bozza della UE per favorire la mobilità dei giovani

La Commissione europea propone soluzioni innovative per superare i principali ostacoli alla mobilità. L’idea è quella di istituire una normativa che consenta ai ragazzi di spostarsi tra l’UE e il Regno Unito in modo più semplice, per periodi di tempo più lunghi e in assenza di quote massime.

C’è già un canovaccio su cui si sta lavorando. Vengono fissate le condizioni dei trasferimenti: età, durata massima del soggiorno, limiti di ammissibilità, norme di verifica della conformità. E vengono anche ipotizzate le ragioni per cui un giovane abbia tutto il diritto a spostarsi: motivi di studio, di formazione o di lavoro. Come primo e più immediato risultato, l’accordo permetterebbe sia ai cittadini UE sia a quelli del Regno Unito di età compresa tra i 18 e i 30 anni di soggiornare anche per 4 anni nel paese di destinazione.  

Il programma di scambi Erasmus + per incoraggiare gli spostamenti dei giovani

Una volta ottenuto il via libera del Consiglio europeo, la Commissione sarà autorizzata ad avviare finalmente negoziati sulla mobilità dei giovani tra Europa e Regno Unito.  La proposta della Commissione potrebbe tra l’altro accompagnarsi a una discussione parallela sull’eventuale adesione del Regno Unito a Erasmus+, il programma pluriennale di scambi nei campi dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, da qui al 2027. La strada è tracciata per sradicare steccati che non hanno alcun senso di esistere.