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La comunicazione cristiana nei social

Firmato dal giornalista Salvatore Di Salvo, il volume si avvale di contributi di giornalisti ed esperti di tecniche di comunicazione. Un lavoro corale per spiegare le potenzialità dei nuovi linguaggi

Salvatore Di Salvo presenta il volume 'La comunicazione cristiana nei social' al cardinale Zuppi

La fede si è sempre nutrita di immagini oltre che di parole. ‘La comunicazione cristiana nei social’ – recentissima fatica letteraria del giornalista Salvatore Di Salvo – parte da questa considerazione per spiegare l’efficacia dei più attuali strumenti di comunicazione per diffondere in modo semplice e diretto la parola di Dio.

La comunicazione cristiana nei social: lavoro di ricostruzione giornalistica

Pubblicato per le edizioni Apalòs, il libro è uscito nel giorno della festa di San Francesco di Sales, protettore dei giornalisti. E dei contributi di vari giornalisti si avvale in un percorso di studio corale e in un puntuale lavoro di inquadramento della materia. Si distinguono tra gli altri gli approfondimenti offerti da don Luca Roveda, parroco dell’unità pastorale di Villanterio, Gerenzago, Inverno e Monteleone, e agiografo del santo Martino di Tours, e di Sabrina Fugazza, collaboratrice dell’Opera San Luigi Orione della provincia di Pavia.

La prefazione è di padre Francesco Occhetta s.j. segretario generale della Fondazione vaticana ‘Fratelli Tutti’ e docente alla Pontificia Università Gregoriana; la postfazione è firmata da Vincenzo Varagona, presidente nazionale Ucsi. Ha curato la presentazione Roberto Gueli, condirettore nazionale TgrRai e presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, mentre Santino Franchina, consigliere nazionale Odg, ha introdotto il volume.

Verso una rete digitale di umanità

Di Salvo è giornalista di lungo corso: collaboratore del Giornale di Sicilia, redattore del settimanale Cammino, direttore di Radio Una Voce Vicina inBlu, segretario nazionale Ucsi e Tesoriere dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Il suo libro ha avuto una gestazione di oltre 10 anni. A fornirgli il primo spunto è stato un discorso di papa Francesco, pronunciato nel 2014, in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Rivolgendosi a quanti si occupavano a vario titolo di comunicazione, Bergoglio esortava a creare una rete digitale di umanità. Non una rete di fili ma di persone. Un messaggio che ha lasciato il suo seme.

Anni più tardi – e siamo alle restrizioni forzate della pandemia – Di Salvo s’imbatte nel profilo social di Sabrina Fugazza. Pur nello stile sbrigativo dei social, la Fugazza riesce a comunicare profondi temi spirituali e personali. Un nuovo modo di informare, di condividere qualcosa ma anche di consegnare messaggi di valore al mondo degli internauti, di creare vicinanza e condivisione.

Il canale prescelto è Instagram, il regno dell’ ‘Io’. E nonostante questo Fugazza, con una creatività tutta personale, sa veicolare contenuti di carattere generale, anche religiosi, legati ai diversi momenti della vita della Chiesa e del mondo ecclesiale.

‘La comunicazione cristiana nei social’: da 13 post una sequenza di riflessioni

A partire da queste suggestioni il progetto de ‘La comunicazione cristiana nei social’ prende corpo. Dei circa 4 mila post di Sabrina, Salvo sceglie 13 messaggi da inserire nel libro e ne affida i commenti a don Luca Roveda e a don Arturo Grasso, direttore dell’Ufficio comunicazione della CeSi e della diocesi di Acireale.

Nel viola il profumo del mistero

‘Il viola è un colore che profuma’ è il motto usato da Sabrina Fugazza nei suoi due interventi all’interno del libro: ‘Il linguaggio visivo per conoscere, esprimersi, comunicare’ e ‘È il cielo che regge la terra’. Questo epigramma ha profonde radici personali e spirituali. Secondo Fugazza il viola comunica infatti il senso della metamorfosi, della spiritualità e del mistero. Caratteri che si riflettono nella sia pur lapidaria comunicazione social.

Le suggestive osservazioni della Fugazza trovano il loro controcanto negli elaborati grafici di Gabriele Poggi e nelle annotazioni di Orazio Mezzio, direttore del settimanale Cammino di Siracusa, che descrive l’allineamento fra cielo e terra nel Mediterraneo come un ‘crocevia di popoli’.

Grandi firme del giornalismo ne ‘La comunicazione cristiana nei social’

‘La comunicazione cristiana nei social’ moltiplica le sue prospettive, arricchendosi di varie altre, sempre interessantissime, collaborazioni. La panoramica è ampia e tocca tutte le corde della sensibilità. Sotto gli occhi dei lettori si avvicendano:

  • “Tradurre” di Luigi Ferraiuolo, segretario generale del ‘Premio Buone Notizie’,
  • “Libertà e limiti della rete” di Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000 e Radio InBlu,
  • “L’ascolto nel silenzio di Giuseppe” di Luciano Regolo, condirettore di Famiglia Cristiana e Maria Con Te,
  • “Mettersi a servizio dell’altro” di Alessandra Ferraro, direttore di Isoradio Rai,
  • “Usi e abusi dei social media” di Francesco Pira, professore associato di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi e direttore del master in Esperto della Comunicazione Digitale Università di Messina,
  • “Comunicare e bene” di Don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’associazione Meter,
  • “Comunicare la verità” di Domenico Interdonato, presidente Ucsi Sicilia,
  • “Arrivare al cuore degli uomini” di Luca Marino, presidente della cooperativa del settimanale diocesano Cammino,
  • “Isole digitali” di Salvo La Rosa, conduttore e autore televisivo, direttore artistico Tgs, Rtp, Rgs, Antenna dello Stretto.

Giornalismo, una missione che va di pari passo con i tempi

“Il volume di Salvo Di Salvo è un’analisi dal basso di chi il giornalismo lo vive come missione tra la gente – osserva nella sua prefazione Francesco Occhetta – e conferma una tesi nota: viviamo un tempo segnato da un “prima” e un “dopo” anche per il mondo della comunicazione”. “Un libro appassionato e ricco di spunti di riflessione – incalza nella presentazione Roberto Gueli – con un preciso filo conduttore rappresentato dalla profonda fede cristiana dell’autore”.

Quanto a Santino Franchina, lui si sofferma sui “rischi, le storture ma anche sulle potenzialità della rete e sull’evoluzione, o se vogliamo le involuzioni, imposte al giornalismo contemporaneo dove ormai tutti sono diventati lettori e giornalisti al tempo stesso”.

“Nel suo lavoro – chiosa in postfazione Vincenzo Varagona – il caro amico Salvo tratta i tanti temi legati all’efficacia della comunicazione, riassumendo la storia dei social, del loro utilizzo, anche in ambito ecclesiale, per poi arrivare alla ‘missione’ del giornalista”. Una missione che sa andare oltre ai tempi e ai linguaggi.

Di Salvo, artigiano della comunicazione

“Mi piace definirmi  ‘artigiano della comunicazione’ perché credo di essere un comunicatore attivo che continua a consumare la “suola delle scarpe” – ha avuto modo di commentare lo stesso Di Salvo nel corso di una recente presentazione del suo libro – Perché un vero giornalista  deve anzitutto saper raggiungere, con i mezzi propri a disposizione,  i cuori altrui, proprio come una volta quando non c’era nulla, solamente una  sana e  genuina  volontà di testimoniare e cambiare le cose con quel poco che si aveva a disposizione”.

“Lasciamoci condurre dai nostri cuori ma soprattutto dalla nostra creatività – invita il giornalista – coinvolgendo menti illuminate e nuovi talenti, per arrivare appassionati all’appuntamento del Giubileo del 2025 in qualità di veri e grandi riformatori, chiamati a essere non solo ‘nuovi apostoli’‘pellegrini di speranza’,  ma protagonisti di un Rinascimento comunicativo che sa  educare e rincuorare”..

Del resto, conclude Di Salvo, “…tutti noi siamo comunicatori e siamo fatti di Cielo perché il nostro mondo interiore non ha confini proprio come la comunicazione. Ecco il motivo per cui, se nel comunicare ci mettiamo anche arte e bellezza, diventiamo noi stessi veri pionieri, portatori sani di emozioni e fraternamente, costruttori di un mondo migliore”.