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Pax Christi: Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza

In questo 15 maggio Pax Christi rinnova il proprio impegno e il proprio invito alla ‘coscienza dell’obiezione’ in un mondo sconvolto dalle guerre

Campagna di Pax Christi per la pace

La guerra è alle porte dell’Europa e nel Mediterraneo. Un motivo di più nella Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza per levare un “no” deciso contro le armi. A far sentire la sua voce è Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace. Che rinnova in questo modo il proprio impegno e invito alla ‘coscienza dell’obiezione’ e ribadisce il suo sostegno a:

Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza: il cammino di pace di Pax Christi

La storia e il cammino di Pax Christi sono contrassegnati dal fermo rifiuto al ricorso al conflitto come risoluzione delle controversie. “Una delle prime marce di fine anno (nel 1969) – si legge nel comunicato diramato proprio in occasione della Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza di quest’anno – si è svolta proprio davanti al carcere di Peschiera, dove erano rinchiusi alcuni obiettori di coscienza”. Prima quindi che l’obiezione di coscienza fosse riconosciuta con la legge 772/72. Due anni dopo, il 15 maggio 1974 presso la Casa dell’ospitalità di Ivrea, fondata da monsignor Bettazzi per dare riparo a persone ai margini della società, poteva finalmente prendere il via il corso di formazione per venti obiettori.

In questi 50 anni Pax Christi ha moltiplicato le iniziative per la pace. Come testimonia il convegno tenutosi a fine dicembre 2022 a Gravina in Puglia“Obiezione di coscienza, ieri oggi e domani. Un dovere cristiano, una conversione per tutti”. Un incontro centrale per ribadire le ragioni della cultura di non belligeranza, che ha avuto il suo culmine e la sua manifestazione pubblicacon la prima della marcia nazionale per la pace.

Il valore dell’obiezione di coscienza nell’odierno contesto di guerra

Oggi purtroppo il contesto internazionale è ancora più allarmante. La guerra è una tragica realtà, che già condiziona pesantemente l’Europa e tutto il mondo. Per Pax Christi è quindi “ancora più importante ribadire il valore dell’obiezione di coscienza che non è ‘un insulto alla Patria e ai suoi caduti, estranea al comandamento cristiano dell’amore, espressione di viltà’come scritto dai cappellani militari in congedo della regione Toscana, il 12 febbraio 1965”. Proprio da quella lettera aveva preso spunto don Milani per una “risposta”, che chiamava alla riflessione innanzitutto i suoi studenti della scuola di Sant’Andrea di Barbiana, nel Mugello, ma che più in generale imponeva un ripensamento critico in tutta la società italiana degli anni ’60. “Auspichiamo tutto il contrario di quello che auspicate voi – scriveva in quell’occasione, puntando il dito contro la dottrina dell’obbedienza ad ogni costo – Le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto”. Per questo suo scritto e per le idee che ne erano alla base don Milani subì un processo con l’accusa di istigazione a delinquere.

Sta di fatto che resta attualissima la sua lezione, come testimonia ‘L’obbedienza non è più una virtù’, il libro che raccoglie i testi fondamentali dell’educatore e sacerdote italiano a proposito dell’obiezione di coscienza al servizio di leva in Italia. “Un memoriale e un testamento spirituale – si legge nel comunicato di Pax Christi – da rileggere e da vivere”.

Pax Christi: l’incontro con papa Francesco all’Arena di Pace

Ci saranno anche i gruppi di Pax Christi all’incontro “Arena di Pace” con papa Francesco, in programma a Verona, sabato 18 maggio. Un raduno all’insegna di una completa sintonia di visioni. Era stato proprio Bergoglio davanti ai giovani riuniti a Parga, il 6 luglio del 2022 a richiamare la grande figura di Franz Jägerstätter, giovane contadino austriaco che, a motivo della sua fede cattolica, fece obiezione di coscienza di fronte all’ingiunzione di giurare fedeltà a Hitler e di andare in guerra. Franz preferì farsi uccidere che uccidere – aveva ricordato il Papa – Riteneva la guerra totalmente ingiustificata. Se tutti i giovani chiamati alle armi avessero fatto come lui, Hitler non avrebbe potuto realizzare i suoi piani diabolici. Il male per vincere ha bisogno di complici.”