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Cam, Cultures and Mission. Ha un anno il polo dei Missionari della Consolata

Il Cam festeggia il suo primo anniversario con l’installazione di una rete wi-fi in tutto il polo espositivo, per visite sempre più immersive e accessibili a persone con disabilità. Il progetto finanziato con i fondi del PNRR.

Più che un museo è la casa del mondo. Il Cam Cultures and Mission, polo culturale dei missionari della Consolata – in via Cialdini 4 a Torino – è un crocevia di storie, testimonianze, racconti raccolti in 120 anni di vita missionaria in 29 stati di Africa, Americhe, Asia ed Europa. Un luogo che parla di popoli e di persone e che intende alimentarsi con le stesse esperienze di chi lo visita e se ne immerge. In un corpo di oltre 1200 metri quadrati distribuiti su tre piani e con un percorso espositivo di quasi 300 metri quadrati, l’esposizione propone una rassegna di oltre 10 mila pezzi. Frammenti di cultura viva.

Al Cam Cultures and Mission una completa rete wi-fi per visite immersive e più sostegno ai disabili

Il Cam ha compiuto un anno. Tempo di bilanci e anche di rilanci. Perché in realtà il primo compleanno del complesso è stato il 19 aprile. Ma la ricorrenza si è voluta celebrare un mese più tardi e non a caso. Proprio in questi giorni cade la Giornata mondiale dell’accessibilità digitale. Ed è novità di questo anno l’installazione in ogni spazio del polo espositivo di una rete wi-fi per un uso ottimale delle applicazioni mobile su tutti i percorsi nelle varie lingue e sugli itinerari per persone non udenti o non vedenti.

Progetto di accessibilità grazie ai fondi del PNRR

L’articolato progetto di accessibilità è stato realizzato per il Cam Cultures and Mission, grazie a uno speciale finanziamento del PNRR alla Fondazione Missioni Consolata per l’accessibilità nei luoghi della cultura privati. La proposta culturale del Cam è stata positivamente valutata anche grazie a Fondazione CRT, che ha sostenuto i lavori di recupero strutturale, a Compagnia di San Paolo, che ha contribuito a varie attività culturali e alla Regione Piemonte, che ha appoggiato iniziative di divulgazione.

Padre Treglia: il Cam è spazio di dialogo e incontro

Hanno presenziato alla cerimonia per il primo anniversario del museo padre Gianni Treglia, superiore della Regione Europa dell’Istituto Missionari Consolata, padre Ugo Pozzoli, coordinatore della Fondazione Missioni Consolata onlus, suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale pastorale per persone con disabilità, i rappresentanti delle Fondazioni, delle istituzioni locali e della Diocesi, Simona Borello della società di comunicazione interdisciplinare Mediacor, che ha curato il riallestimento del museo.

“Oggi più che mai il Cam si fa incontro di luoghi, persone, umanità – osserva padre Treglia – Spazio di dialogo e confronto sui temi dei diritti, della pace, della giustizia, della salvaguardia del creato. Del resto la nostra vocazione è proprio metterci in cammino con gli altri e lavorare fianco a fianco, in uno spirito di autentica condivisione”. Si tratta di un approccio innovativo, ma anche antico, che affonda le radici negli insegnamenti del padre fondatore della Casa, il Beato Giuseppe Allamano. Uno stile concreto e diretto che non manca di sollevare l’interesse delle scuole, delle autorità e del pubblico. “Nel corso di questo primo anno di attività abbiamo avuto 5500 partecipanti alle nostre iniziative culturali e 2500 visualizzazioni agli eventi sul canale YouTube”.

Cam Cultures and Mission. Evangelizzazione e promozione

“Il Cam Cultures and Mission è la testimonianza del nostro modo di fare missione, che è evangelizzazione e promozione umana, impegno per lo sviluppo delle comunità e del territorio – aggiunge padre Ugo Pozzoli – Le nostre missioni sono in tutto il mondo e anche qui, nelle nostre città, dove operiamo per l’educazione, la formazione, lo scambio interculturale. Da questo punto di vista, il Cam è un dono destinato a tutti. La porta è spalancata. Tutti possono entrare anche gli emarginati e anche i più fragili”.

“Questa attenzione all’accessibilità è un grande merito del Cam – riconosce suor Veronica Donatello – Ci troviamo davanti a una progettazione inclusiva, che va certo a beneficio di Torino, ma che deve servire anche ad esempio per altri centri espositivi e in altre città”.

Cam Cultures and Mission. Iniziative tese all’inclusione e alla solidarietà

La giornata di celebrazioni è stata anche l’occasione per inaugurare la Sala mostre temporanee Urihi. La casa della terra con un estratto di Mater Amazonia, la mostra allestita nei Musei Vaticani dai missionari della Consolata nel 2019-2020. Nel corso dell’evento sono poi state premiate le opere vincitrici del contest artistico Hoping Together, ideato con l’associazione culturale Galfer20, organizzato dalla curatrice Monica Fasan e finanziato da Regione Piemonte. Tutti i lavori realizzati per il concorso rimarranno comunque esposti negli spazi del Cam fino a fine luglio.

“Ciò a cui teniamo è dare impatto sociale alle nostre attività – precisato padre Treglia – Vogliamo costruire una solidarietà davvero tangibile e inclusiva. In una società sempre più segnata dall’individualismo e dall’esclusione delle persone con disabilità, crediamo sia importante dare un segno forte di inclusione e accoglienza per creare ponti culturali e spirituali. Questo è il nostro orizzonte, al cui raggiungimento destineremo nei prossimi anni sempre più risorse e lavoro”.

Cam: un complesso nato per aprirsi a tutti

L’impegno del Cam sul territorio è quello di garantire un’educazione estesa e profonda, il superamento dei pregiudizi e la costruzione di legami di fratellanza tra le persone e tra i popoli. Intese profonde che allarghino gli orizzonti geografici, culturali e spirituali.

Si tratta di un’apertura che è già ben evidente nella stessa struttura del polo espositivo, votato all’abbraccio con la città. Due saloni di accoglienza, una cucina, due sale proiezione, un’aula magna, un laboratorio, una sala riunione, una sala meditazione sono a completa disposizione dei visitatori. Né mancano angoli per riposare e per pregare in tutte le lingue del mondo. Il padiglione delle mostre temporanee si apre naturalmente alle collaborazioni di progetto, così come le aule di formazione attrezzate per le persone con disabilità.

Rete digitale, easy reading, esplorazioni tattili al Cam

La potente rete digitale consente virtual tour e live streaming per tutti. Alle app con le guide ai percorsi espositivi si affiancano poi strumenti per l’easy reading, supporti per la comunicazione aumentativa e alternativa per persone con disabilità e disturbo della comunicazione, apparati per traduzione dei video in linguaggio dei segni Lis per i non udenti, infine manufatti pensati per le esplorazioni tattili per gli ipovedenti e i non vedenti.

Il Cam Cultures and Mission è la casa di tutti

Una serie di suggestioni sensoriali in cui tuffarsi: è questo il dono che il Cam offre a famiglie, scuole, enti, nel segno di una cultura a portata di mano.

“Accogliamo il Cam con vera gratitudine – conferma Don Michele Roselli, vicario episcopale per la Formazione della Diocesi di Torino – come segno di speranza e di futuro. Il Cam è racconto missionario, che rende accessibile a tutti la straripante bellezza del Vangelo. È un’esperienza immersiva di immagini, suoni, profumi ed è uno spazio di evangelizzazione feconda, che usa le nuove tecnologie per parlare, coinvolgere e per far fiorire nuove idee. Al Cam ci si sente a casa, perché il Cam è la casa di tutti”.

Cam Cultures and Mission. Il video su Cultura e accessibilità