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Annullamento del matrimonio: una sofferenza che la Chiesa accoglie

A partire dal recente sussidio "La dichiarazione di nullità del matrimonio canonico", redatto dal Tribunale interdiocesano piemontese, mons. Ettore Signorile illustra al Senato le linee guida della Chiesa per accompagnare le famiglie nel difficile cammino dell'annullamento del matrimonio

Monsignor Signorile al Senato

Il fallimento di un amore non è un peccato da giudicare, ma una sofferenza da ascoltare. L’annullamento del matrimonio è oggi accolto dalla Chiesa, che è madre e maestra, con un nuovo atteggiamento pastorale, in piena sintonia con i due recenti Sinodi – ordinario e straordinario – sulla famiglia. E questa posizione è stata ribadita da monsignor Ettore Signorile, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico interdiocesano piemontese, intervenuto a un incontro al Senato per presentare le nuove procedure semplificate adottate dai tribunali ecclesiastici. Promosso dalla senatrice Silvia Fregolent (IV), l’appuntamento (avvenuto il 22 maggio) ha visto la partecipazione delle avvocatesse rotali, Elena Gavrilakos e Alessia Gullo, presidente Coetus advocatorum Roma. L’occasione è servita ad approfondire i caratteri della riforma processuale del 5 agosto 2015, a fare chiarezza sulle procedure che portano alla dichiarazione di nullità. E soprattutto a sottolineare la disponibilità della Chiesa ad approfondire le ragioni di quelle che sono ferite aperte da guarire, e non torti contro cui puntare il dito.

“La dichiarazione di nullità del matrimonio canonico”

Sui nuovi percorsi seguiti dai tribunali ecclesiastici per la valutazione della nullità del matrimonio il Tribunale interdiocesano piemontese ha pubblicato in primavera un Sussidio: “La dichiarazione di nullità del matrimonio canonico”. Frutto di due anni di lavoro, è stato messo a punto in collaborazione con il collegio degli avvocati rotali e con l’apporto del prof. Manuel Jesuis Arroba Conde, morto lo scorso anno. “Si tratta – ha spiegato Signorile – di uno strumento che abbiamo voluto mettere a disposizione degli operatori della pastorale, i parroci in primo luogo, sul più efficace accompagnamento delle coppie in crisi. Tutto nel segno della semplificazione, della celerità e della gratuità”. Il volume non segna una svolta nella sostanza. “Non cambiano i cosiddetti capi di nullità, piuttosto l’atteggiamento della Chiesa. Sulla scorta delle esortazioni di papa Francesco, si invita alla conversione pastorale, all’avvicinamento alle famiglie, alla comprensione del loro dolore e delle loro fatiche”.

Annullamento del matrimonio. Procedure più snelle, tempi contenuti e trasparenza sui costi

“Il volume mette un focus sulla strada segnata da papa Francesco di aprire sempre più la Chiesa alle persone che soffrono – commenta la senatrice Fregolent – Spesso i cittadini pensano che quello della nullità sia un privilegio di élite. Questo è un mito da sfatare”. “I tribunali garantiscono oggi maggiore accessibilità, con procedure più snelle, tempi contenuti e trasparenza sui costi – incalza Elena Gavrilakos, presidente del Collegio degli avvocati del foro piemontese e curatrice del volume – Ma soprattutto accompagnano i cittadini nella ricerca della verità”.

Annullamento del matrimonio, percorso giuridico, ma soprattutto pastorale

Di fronte a un matrimonio che si spezza la Chiesa non condanna, non cerca vittime e carnefici. “Con l’aiuto degli avvocati rotali, adottiamo discernimento per un lavoro di ricostruzione, basato su elementi sostanziali – prosegue Signorile – Indaghiamo sui fatti, ma soprattutto sugli stati d’animo degli sposi al momento di unirsi in matrimonio. Tutto per stabilire se c’erano o meno le condizioni del vincolo indissolubile”.

Il percorso giuridico non può prescindere da una valutazione anche pastorale. “La Chiesa si mette in ascolto – precisa Signorile – e legge il passato e il presente anche in una prospettiva futura. Che è quella del bene delle persone”.

Annullamento del matrimonio. Dal fallimento alla primavera dell’amore

L’aspirazione di ogni uomo è mettersi in relazione di amore con il prossimo. “E quello tra i coniugi è l’amore che più si avvicina a quello divino, quello che dà felicità e che si completa nel dono dei figli”. Se il progetto fallisce, è un diritto e un dovere per sé stessi e per la famiglia capirne le ragioni. La Chiesa può venire incontro in questo percorso doloroso, ma necessario. “Fare chiarezza è una medicina – conclude Signorile – solo così un fallimento può trasformarsi in primavera dell’amore”.