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Don Giuseppe Allamano sarà santo. La gioia del vescovo Repole

Oggi 23 maggio papa Francesco ha autorizzato la promulgazione dei decreti per la canonizzazione del fondatore dei missionari della Consolata

Don Giuseppe Allamano (1851-1926), fondatore dell’Istituto dei missionari della Consolata, verrà proclamato santo. Durante l’Udienza concessa, oggi giovedì 23 maggio, al cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto riguardante il miracolo.

Il miracolo per la canonizzazione del Beato Allamano riguarda la guarigione miracolosa, attribuita alla sua intercessione, del signor Sorino Yanomami, indigeno della foresta amazzonica, che il 7 febbraio 1996 fu aggredito da un giaguaro che gli fratturò la scatola cranica.

La gioia della Chiesa torinese

“Con grande gioia vi partecipo l’annuncio dato oggi dalla Santa Sede ai cristiani di tutto il mondo: il beato Giuseppe Allamano, un caro figlio della Chiesa torinese, sarà presto proclamato Santo”, sono le parole rivolte alla città e alla Chiesa torinese dall’arcivescovo Roberto Repole.  “La missione – ricorda Repole – partì dall’amato Santuario della Consolata e oggi è diffusa in tutto il mondo, dove i Missionari e le Missionarie della Consolata continuano a testimoniare la fede in Gesù, spesso in condizioni di grande povertà materiale e spirituale.È l’impegno missionario di tutta la Chiesa, anche di quella torinese che sull’esempio dell’Allamano e dei «santi sociali» che illuminarono la città nell’Ottocento e nel Novecento si sente chiamata a portare il Vangelo nella vita di tutti gli uomini e tutte le donne, qui ed oggi”. Rivolge infine “un pensiero riconoscente al Papa” e preannuncia: “Ha inizio il percorso verso la canonizzazione di Giuseppe Allamano, che presto avremo la gioia di vivere insieme”.

Il beato Allamano

Nella seconda metà dell’Ottocento Torino è una città di santi. Il beato Giuseppe Allamano (1851-1926) ebbe come zio san Giuseppe Cafasso e come insegnante san Giovanni Bosco, che lo invitò a entrare nell’istituto che stava fondando. Giuseppe, però, si sente attratto dalla vita diocesana e sceglie il seminario, viene ordinato sacerdote e presto viene nominato direttore spirituale del seminario. Successivamente è scelto come rettore della Consolata, che sotto la sua guida diviene il santuario mariano dei torinesi. In poco tempo l’antica basilica diventa centro di rinnovamento della vita cristiana. Tra le numerose iniziative fonda e dirige una rivista mariana che ha rapida e ampia diffusione. Lo zelo di don Giuseppe non sembra conoscere confini. Insieme con il teologo Giacomo Camisassa pensa alla fondazione di una congregazione sacerdotale per l’evangelizzazione alle genti. Prepara accuratamente un progetto, ma ostacoli e contrattempi bloccano a lungo l’iniziativa. Allamano, tuttavia, è paziente e nel 1902 i primi due sacerdoti della Consolata, presto seguiti da schiere ben più numerose, partono missionari per il Kenya. Alla congregazione maschile si accompagna poi l’istituto delle Suore missionarie della Consolata. Nella visione di don Giuseppe l’intera Chiesa è chiamata all’evangelizzazione. Per questo auspica l’istituzione di una giornata missionaria annuale.