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Propensione al risparmio: prime le province del Piemonte

La recente indagine sulla propensione al risparmio delle famiglie in Italia elaborata del Centro studi Guglielmo Tagliacarne, sulla base dei dati del 2022, tributa la palma dei più oculati ai biellesi, che riescono ad accantonare il 15,4% del proprio reddito. Seguono Vercelli (13,8%) e Asti (13,1%). Nel complesso le famiglie piemontesi risparmiano l’11,1 del proprio reddito.

Propensione al risparmio.

I grandi risparmiatori vivono in provincia, soprattutto in quelle del Nord-Ovest. Lo conferma la recente indagine sulla propensione al risparmio delle famiglie in Italia elaborata del Centro studi Guglielmo Tagliacarne in base alle rilevazioni del 2022. La classifica – la prima di questo tipo per il Centro studi – viene articolata per province e quelle piemontesi sono tra le più virtuose. Ai biellesi spetta la palma dei più previdenti, con una quota di risparmio pari al 15,4 del reddito a disposizione. Seguono gli abitanti di Vercelli (13,8%) e Asti (13,1%).

Propensione al risparmio, piccole province in pole position

Le piccole province – quelle che non superano i 400 mila abitanti – sono in assoluto le più previdenti. Nelle prime dieci posizioni della lista – dopo le virtuosissime Biella, Vercelli e Asti – si collocano Alessandria (12,3%) e Novara (11,8). Quindi, tredicesima Cuneo (11%). Nel complesso, comunque è a Nord ovest che la popolazione mostra la maggiore capacità di risparmio, con una media del 10,8%, contro l’8,4% nazionale. I picchi – dell’11,1% – si registrano appunto in Piemonte.

Propensione al risparmio, vanto delle piccole città

“Se in valore assoluto le due “capitali” del Paese, Milano e Roma, concentrano il 18,4% del risparmio del Paese, molto diversa è la situazione rapportata al reddito delle famiglie che, invece, “premia” la provincia italiana – sottolineato Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne – A testimoniare il ruolo ancora forte rivestito da queste realtà di più modeste dimensioni c’è anche il processo di investimenti delle imprese familiari locali”.

Propensione al risparmio. Nel Nord più reddito pro-capite

Nelle prime 20 posizioni della classifica ben 19 province si trovano al Nord. La geografia del risparmio conferma che le distanze tra il Settentrione e il Meridione sono frutto in primo luogo del diverso peso del reddito disponibile.

“Il reddito familiare al Sud è di circa il 32% inferiore a quello del Centro-Nord – prosegue Esposito – E questo si traduce nel necessario maggiore impiego percentuale di risorse per l’acquisto dei beni primari.

Propensione al risparmio nelle grandi città. Torino in diciannovesima posizione

Tra i nuclei urbani più estesi, Torino si piazza diciannovesima in classifica con una propensione al risparmio del 10,3%.  Prima città metropolitana è invece Genova, all’undicesimo posto della graduatoria con un indice pari all’11,2%. Milano si piazza dodicesima con l’11,1. Se si guardano però i valori assoluti, calcolati in milioni di euro, le grandi città sbaragliano tutti. Torino è in terza posizione con 5.641,26 milioni, preceduta da Milano e Roma.

Propensione al risparmio. Più oculati gli stranieri

Svettano nelle classifiche dei risparmiatori i nuclei familiari stranieri. In particolare, nelle 48 province con una incidenza di famiglie straniere superiore alla media nazionale, la propensione al risparmio si attesta sul 9,1% contro il 7,5% del complesso delle altre province. Tra queste si distingue la già citata Cuneo, la cui quota di accantonamenti giunge all’11%.

Propensione al risparmio più accentuato tra i single

Stando all’indagine del Centro studi Tagliacarne, i single sembra che abbiano maggiori margini di riserva rispetto alle famiglie strutturate. Nelle 45 province nelle quali i nuclei monocomponente superano la media nazionale la propensione al risparmio è del 9,1%, contro l’8,1% nazionale. Non è quindi per caso che le tre province più parsimonioseBiella, Vercelli e Asti – contino tutte una quota di single superiore allo standard italiano.