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Mons. Olivero: Chiesa impegnata a costruire un mondo migliore

Di ritorno dall’Assemblea generale dei vescovi italiani, il vescovo di Pinerolo medita sulla bellezza del Cristianesimo. E sulla fortuna di noi cristiani, che nel nome di Dio possiamo consolidare le relazioni reciproche e seminare fiducia e speranza

Mons. Derio Olivero

Mons. Olivero consegna alcune riflessioni sul ruolo della Chiesa e sulla missione del Cristianesimo. “Sono sul treno verso casa. Torno dall’Assemblea Generale dei vescovi italiani. È sera. Il sole sta tramontando in un cielo finalmente limpido con piccole nuvole bianche e spumose. I prati sono verdissimi, sorridenti, rigenerati. È il momento commovente in cui la luce si fa calda, gialla. Come una spruzzata di polvere d’oro impreziosisce ogni cosa. È l’attimo sospeso del tramonto. Il tempo sembra rallentare, preso dalla voglia di trattenere la fine della giornata. Forse riluttante al pensiero della notte che fra poco inghiottirà ogni cosa: alberi, campi, case. Un attimo che profuma di eterno. Un attimo carico dell’affascinante lotta fra tenebre e luce. È sera.”

Mons. Olivero. La missione della Chiesa per un mondo migliore

Mons. Olivero prosegue…“Mentre guardo la luce che si fa sempre più tenue penso a queste giornate romane che stanno finendo. Tante discussioni, malloppi di documenti, decine di interventi, lavori in commissione, votazioni. Momenti carichi di speranza e momenti di cocente delusione. Per cosa? Per prenderci cura della Chiesa, anzi per cercare di migliorare il mondo. Pezzo per pezzo il lavoro sembra monotono. Ma a guardarlo nell’insieme è entusiasmante. In fondo è il senso del mio quotidiano “lavoro”: cerco di migliorare la Chiesa. Anzi cerco di far sì che la Chiesa collabori a costruire un mondo migliore. Per questo sto male quando leggo feroci critiche alla Chiesa, ai preti, ai cristiani. Eppure so che abbiamo molti limiti. Lo devo ammettere.”

Mons. Olivero. La fortuna di avere un Dio e un Dio così

Mons. Olivero tiene a precisare….“Le critiche sono stimoli per ripartire. In particolare mi torna alla mente l’analisi di P.A. Sequeri che, della Chiesa, dice: “Tanta morale, poca comunità, zero cultura”. Innanzitutto tanta morale, troppa morale. Siamo ancora troppo presi dal fare, da ciò che “bisogna fare”. E non ci lasciamo affascinare dalla bellezza del cristianesimo, dalla “fortuna” di avere un Dio, e, per di più, un Dio così. Dio resta sullo sfondo, come comparsa. Dio resta oscurato dalla nostra ingombrante presenza. Ancora troppo diamo l’impressione di credere più in noi che in Lui, nelle nostre opere più che nella sua Incredibile Opera. I non credenti ci vedono pieni di ascesi, precetti e iniziative. E non sentono il profumo di Altro. Dobbiamo imparare l’arte di decentrarci. Affascinati, per affascinare. Non si tratta di imporre, ma di affascinare. Partendo dalle relazioni.”

Mons. Olivero. Cristiani capaci di relazioni vere, serene e gratuite

L’invito di mons. Olivero alla fiducia: “In un tempo dove crescono rabbia e solitudine dobbiamo seminare fiducia e vicinanza. Affascinanti perché capaci di relazioni vere, serene, gratuite. Affascinanti perché capaci di stare al tavolo con tutti, senza pregiudizi, senza arroganza. Capaci di “lasciarci prendere” il cuore dalla vita di tutti. Appassionati della vita su questa terra. Meno concentrati sulle “cose di Chiesa” e più concentrati sulle “cose di tutti”. Desiderosi di contribuire a costruire il modo migliore di stare al mondo degli umani. Non per difendere noi stessi e le nostre verità, ma per mettere le “nostre verità” a servizio della costruzione del mondo. Per costruire cultura.”

Il Signore lotta con il suo popolo per sconfiggere le tenebre

Mons. Olivero conclude: “Ecco i sogni che mi sgorgano dal cuore mentre fuori la notte ha coperto ogni cosa. Perché anche oggi sono certo che il Signore continua a lottare con me contro ogni tenebra. Per sempre.”