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Retinopera: un decalogo per l’Europa

Dal Coordinamento di associazioni e movimenti cattolici dieci principi chiave per un’Europa più inclusiva, attenta all’ambiente e al valore delle persone

Retinopera. Decalogo per l'Europa

Un’Europa più aperta, più inclusiva, più attenta all’ambiente e alla convivenza pacifica tra popoli e persone. È questo l’obiettivo di Retinopera, che per il Continente promuove anche un suo decalogo di principi chiave.

Retinopera, coordinamento di associazioni e movimenti cattolici

Retinopera è un Cordinamento di 25 enti tra associazioni e movimenti del mondo cattolico tra cui la Fisc, Federazione italiana stampa cattolica. In tutti i campi in cui s’impegna, intende dare pratica concretezza ai precetti e ai contenuti della Dottrina sociale della Chiesa. E offrire una risposta tangibile alle sollecitazioni che emergono dagli Orientamenti pastorali della Conferenza episcopale italiana e dai magisteri dei Papi.

Europa inclusiva, attenta all’ambiente e alle persone nel manifesto di Retinopera

Con il suo decalogo per l’Europa, Retinopera fissa dei punti fermi. Veri pilastri da prendere a riferimento per uno sviluppo umano, sociale ed economico volto alla valorizzazione di tutte le risorse ed alla salvaguardia della giustizia sociale. E questo è il suo manifesto.

  • 1. Un’Europa per la pace costruita con mezzi e strumenti non armati e non violenti. Che operi contro la guerra e non si abitui mai ai conflitti. Che persegua con decisione il processo di integrazione europea.
  • 2. Un’Europa dei diritti umani, contro le discriminazioni di ogni genere, contro ogni forma di violenza; della cooperazione e del dialogo tra le religioni. Che educhi alla cultura e al rispetto dei diritti umani e sociali. 
  • 3. Un’Europa solidale e accogliente verso i soggetti più deboli, a partire da coloro che fuggono dalla morte e dalla disperazione cercando rifugio e dignità dentro i nostri confini.
  • 4. Un’Europa della cultura, dell’istruzione, della scienza, dell’arte e delle nuove tecnologie, che promuova percorsi formativi a favore della parità di genere e progetti di alfabetizzazione scientifica e digitale diretti verso tutte le fasce generazionali.
  • 5. Un’Europa del lavoro per tutti per disegnare nuovi modelli economici basati sulla valorizzazione e la dignità della persona, dei giovani, delle donne, e non solo sul profitto economico. Che sappia adottare standard di sostenibilità e contrasti la disoccupazione, l’economia dello scarto, la corsa al ribasso sui diritti, l’elusione fiscale. Un modello socio-economico imprenditoriale in grado di includere le categorie fragili. Tutto per la costruzione di una società circolare che non lasci indietro nessuno.
  • 6. Un’Europa democratica e partecipativa nella conduzione delle Istituzioni europee nell’interesse dei popoli. Che sappia promuovere l’inclusione sul riconoscimento e apprezzamento di tutte le minoranze e la protezione sociale. Che riduca le disuguaglianze interne ed esterne.
  • 7. Un’Europa per la natalità, che si impegni ad implementare politiche di sostegno alle famiglie, incentivi finanziari per le nascite e le politiche di welfare a favore della conciliazione vita privata-lavoro.
  • 8. Un’Europa dello sviluppo sostenibile e dell’economia integrale, che si preoccupi responsabilmente della qualità del proprio    territorio e del proprio ambiente naturale. Che sappia promuovere l’accesso ad un cibo di qualità per tutti. Un’Europa che rafforzi le priorità della politica rispetto a strategie economicistiche ed in sintonia con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030 e gli Accordi di Parigi sul clima.
  • 9. Un’Europa del Terzo Settore e dell’associazionismo e della gratuità. Che favorisca lo sviluppo di reti, di aggregazioni e di cooperazione tra associazioni, enti ed espressioni della società civile.
  • 10. Un’Europa per il bene comune che faccia cultura su uno stile di vita dai valori altruistici ed inclusivi.