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Fatima: i tre misteri

L’apocalisse nucleare è lo spettro adombrato nella terza parte del messaggio della Madonna di Fatima ai pastorelli Francisco, Giacinta e Lucia? La profezia parla di fede, speranza e carità.

Fatima. Francisco, Giacinta, Lucia

È l’apocalisse nucleare quella che preannuncia la Madonna di Fatima? Il mistero della terza profezia (o terza parte di un unico messaggio) che la Vergine, nel corso delle sue apparizioni nel 1917, aveva consegnato ai pastorelli portoghesi Francisco, Jacinta e Lucia ancora non è stato del tutto sciolto. Ma certo l’interrogativo è inquietante alla luce dei venti di guerra che scuotono l’Europa e il mondo. Il tema può meritare un approfondimento in coincidenza con la visita a Torino – per i cento anni dell’Opera diocesana pellegrinaggi – di padre Carlos Manuel Pedrosa Cabecinhas, rettore del Santuario Nostra Signora di Fatima

Le apparizioni e il miracolo a Cova de Iria, nella freguesia di Fatima

Le visioni della Madonna tra i prati di Cova da Iria nella freguesia (parrocchia) di Fatima furono rese note nel 1917 dagli stessi pastori-bambini scelti per assistervi. I fratellini Francisco e Jacinta, di 9 e 7 anni, e la cugina Lucia, di 10. Dopo aver incontrato la Vergine per tre volte, il 13 maggio, il 13 giugno e il 13 luglio del 1917, i tre bambini spiegavano di avere ricevuto dalla Madonna stessa l’ordine di parlarne e di annunciare un quarto appuntamento, sempre a Cova da Iria e per il 13 ottobre del ‘17. Ma questa volta si sarebbe trattato di un raduno pubblico, cui la Vergine madre, sempre per tramite dei tre bimbi, aveva chiamato ad assistere i fedeli.

Di fronte a una folla di oltre 30 mila persone accorse per prendere parte all’evento, gli stessi pastorelli affermavano di avere ancora e per la quarta volta potuto vedere la “Signora” e parlarvi. Verso le 13, all’improvviso la pioggia sino ad allora battente cessò, e, in una sorta di eclissi, un disco di argento scuro, libero da nubi si elevò al suo zenit, inondando di luce la radura. Poi, contro tutte le leggi cosmiche, comincio a oscillare (secondo i contadini presenti, “a ballare”).

Miracolo di Fatima. I resoconti della stampa dell’epoca

Tra i numerosi convenuti non mancavano naturalmente i giornalisti, inviati dalla stampa dell’epoca, che ne dettero conto. Si leggeva nel quotidiano cattolico Ordem: “Il sole, in un attimo circondato da una fiamma scarlatta, in un altro circondato da un’aureola gialla e porpora, sembrava avere un movimento eccessivamente veloce e roteante, talvolta apparendo disancorato dal cielo e avvicinantesi alla terra, irradiante un forte calore”.

Ancora più dettagliata la descrizione del fenomeno sul quotidiano lisbonese O dia: “All’una del pomeriggio, mezzogiorno secondo l’ora solare, la pioggia cessò. Il cielo, di colore grigio perlaceo, illuminò il vasto arido paesaggio con una strana luce. Il sole era come coperto da un velo trasparente cosicché gli occhi potevano facilmente fissarlo. Il colore grigio madreperla mutò in una tonalità di argento. Le nuvole si scostarono e il sole argentato, avvolto in una luce grigia, è stato visto ruotare e girare nel cerchio apertosi tra le nuvole […] La luce mutò in un bel blu, come se fosse passata attraverso le finestre colorate di una cattedrale, e si stendeva sulla folla che era inginocchiata con le mani distese. […] La gente piangeva e pregava con le teste scoperte, alla presenza del miracolo che avevano atteso. I secondi sembravano come ore da quanto erano intensi”.

Il culto di Nossa Senhora de Fátima

Manuel Nunes Formigão, sacerdote, professore del seminario di Santarem, offre dei fatti un rapporto succinto e rigoroso. “Le nuvole si aprirono e il sole al suo zenit apparve in tutto il suo splendore. Iniziò a girare vertiginosamente sul suo asse, come il più magnifico fuoco d’artificio che si possa immaginare, assumendo tutti i colori dell’arcobaleno e lanciando bagliori di luce multicolore. Questo sublime e incomparabile spettacolo, che si è ripetuto per tre volte, è durato per circa dieci minuti. L’immensa moltitudine, sopraffatta dall’evidenza di tale tremendo prodigio, si gettò in ginocchio”. Tutto mentre gli abiti zuppi di pioggia si asciugavano in un batter d’occhio.

La Chiesa da parte sua non poté che prendere atto di queste evidenze pubbliche. Il 13 ottobre 1930, col documento A Divina Providência, il vescovo di Leiria José Alves Correia da Silva dichiarò “degne di credito le visioni dei fanciulli nella Cova da Iria”, autorizzando ufficialmente il culto della Madonna di Fátima, col titolo di Nossa Senhora de Fátima.

I misteri della Vergine di Fatima. Le prime due parti rese pubbliche nel 1942

Al di là dell’episodio prodigioso che in tanti, e sin dalla prima ora, consideravano un miracolo, restava fitto il mistero sui messaggi al mondo della Vergine. Perché, in ciascuno dei tre appuntamenti, Maria affidava ai tre bambini una parte della sua rivelazione da trasmettere ai popoli, di fede cattolica e non.

Come noto, Francisco e Giacinta erano però destinati a morire prematuramente, avendo offerto spontaneamente alla Madonna la loro sofferenza in atto di riparazione e supplica per la conversione dei peccatori. Si spensero infatti di febbre Spagnola, rispettivamente nel 1919 e 1920, e furono beatificati il 13 maggio del 2000 da papa Giovanni Paolo II e poi canonizzati da papa Francesco il 13 maggio del 2017.

L’unica depositaria vivente dei segreti restava Lucia, che aveva preso i voti nell’ordine delle Carmelitane scalze, come suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato. Fu lei a pubblicare i resoconti delle sue visioni 20 anni dopo gli eventi.

Le prime due parti dell’annuncio furono consegnate nel 1941 al vescovo di Leiria, monsignor José Alves Correia da Silva, che le aveva richieste e che le trasmise a sua volta a papa Pio XII. Il Pontefice le rese pubbliche nel 1942, in occasione della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria.

La terza profezia della Madonna di Fatima

La terza parte, che su raccomandazione della Madonna doveva essere letta e rivelata solo successivamente al 1960, venne scritta nel 1944 e recapitata in busta chiusa sempre a mons. Correira, che ancora una volta la fece avere a papa Pio XII.

Papa Giovanni XXIII fu il primo a leggere la nota nell’agosto del 1959, ma ritenne opportuno non divulgarla. Non mutarono avviso i papi Paolo VI e Giovanni Paolo I, che ne valutarono i delicati contenuti rispettivamente nel 1965 e 1978. Papa Giovanni Paolo II – il cui fallito attentato ai suoi danni, il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro, era stato del resto presagito nella rivelazione mariana – decise infine di rendere noto anche il terzo segreto. Lo fece in occasione della beatificazione di Jacinta e Francisco il 13 maggio 2000.

Fatima. I messaggi delle tre visioni

I tre messaggi sono strettamente collegati. La prima parte consiste in concreto in una visione dell’inferno. Suor Lucia, citando le parole della Madonna. scriveva infatti di “un grande mare di fuoco, con demoni e anime”.

La seconda visione – in cui Lucia credette di riconoscere il grande segno nella straordinaria aurora boreale che illuminò il cielo nella notte fra il 25 e il 26 gennaio del 1938 – doveva invece prefigurare il secondo conflitto mondiale, che infatti esplodeva di lì a un anno. “Una guerra atea, contro la fede, contro Dio, contro il popolo di Dio. Una guerra che voleva sterminare il giudaismo da dove provenivano Gesù Cristo, la Madonna e gli Apostoli che ci hanno trasmesso la parola di Dio e il dono della fede, della speranza e della carità”.

Nella profezia l’attentato al Papa

Più dubbie restano tuttora le interpretazioni del terzo quadro riferito da Lucia. “Abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa, che è Dio, (“qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti”) un vescovo vestito di bianco, (“abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”) insieme a vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia. Il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”.

Terza profezia di Fatima. Il timore di una guerra nucleare su vasta scala

Secondo l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, Joseph Ratzinger – poi asceso al soglio pontificio col nome di Benedetto XVI – la terza visione di Fatima sarebbe da riferire alla penitenza e al sacrificio dei martiri della Chiesa. Ma secondo alcuni organi di informazione sarebbero stati chiari i rimandi a una guerra nucleare su vasta scala. A parlarne, addirittura nel ’63, era stata la rivista tedesca Neues Europa che aveva anche divulgato una versione estesa del messaggio. L’editore della rivista, Louis Emrich, disse di averla ottenuta da un esponente della diplomazia. Stando a questa fonte, papa Giovanni XXIII avrebbe incaricato il cardinale Alfredo Ottaviani di preparare un estratto del testo originale per inviarlo ai vertici delle grandi potenze mondiali allo scopo di scongiurare lo scoppio di una nuova guerra mondiale. Date però le numerose incongruenze nella struttura e nel contenuto del messaggio, si concluse che si trattasse di un falso.

Il terzo segreto di Fatima è ancora da spiegare?

Sta di fatto che secondo parecchi studiosi non tutto il terzo segreto di Fátima è stato ancora rivelato. Il dubbio è che la frase di suor Lucia, contenuta nella sua quarta memoria – “In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede” – non sia quella conclusiva, ma che ci debba essere dell’altro. Il terzo segreto è infatti una visione, e così come la Madonna spiega nella seconda parte del segreto le immagini contenute nella prima, analogamente ritengono che debba esistere una quarta parte che sveli i contenuti della terza.

Fatima, la consacrazione della Russia l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria

Stando alla ricostruzione di Lucia, nella terza apparizione, quella del 13 luglio 1917, la Vergine avrebbe anche chiesto ai tre pastori “la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato”. E tale richiesta sarebbe anche stata rinnovata durante un’apparizione alla sola Lucia, nel frattempo unica sopravvissuta dei tre veggenti, il 13 giugno 1929 a Tui, comune spagnolo della Galizia.

La consacrazione della Russia venne infatti celebrata da papa Pio XII nel pieno della seconda guerra mondiale e poi rinnovata da Papa Giovanni Paolo II nel 1981, 1982, 1983 e di nuovo il 25 marzo 1984 in unione con tutti i vescovi del mondo. Infine confermata da papa Francesco il 13 ottobre 2013 e poi, ancora una volta, in unione con tutti i vescovi del mondo, il 25 marzo del 2022, dopo un mese dall’invasione russa dell’Ucraina, e accumunando nel rito entrambi i paesi, l’invasore e l’invaso.

Dai messaggi di Fatima l’invito a crescere nella fede, nella speranza e nella carità

A quanti sostengono che questa consacrazione non sia avvenuta nei termini e nei modi richiesti dalla Madonna suona come implicita risposta l’ammonimento del papa emerito Benedetto XVI, che nel 2016 si espresse in termini conclusivi. «La parola chiave di questo “segreto”, è il triplice grido: “Penitenza, Penitenza, Penitenza!… A suor Lucia appariva sempre più chiaramente come lo scopo di tutte quante le apparizioni sia stato quello di far crescere sempre più nella fede, nella speranza e nella carità…”