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Via crucis del Santuario di Brughiera. Presentazione dei restauri

Per la conclusione della prima tranche di interventi sul percorso è in programma un incontro devozionale e turistico sabato 15 giugno.

Via crucis. Fontana antica

Con le sue quattordici cappelle, la via crucis che da frazione Bulliana s’inerpica al Santuario di Nostra Signora della Brughiera di Valdilana è oggi quasi completamente restaurata.  La conclusione della prima tranche di interventi sarà presentata al pubblico nel corso di un incontro, previsto per il pomeriggio di sabato 15 giugno.

Questo il programma:

  • alle 16, la messa al Santuario,
  • alle 17, la visita all’eco-museo della transumanza di Barbato, passando da Marone e con arrivo a Bulliana.
  • alle 18 la salita lungo la via crucis, con il suo dislivello di 75 metri
  • in chiusura concerto degli amici della Brughiera.
Una via crucis unica nel Biellese

Il Santuario di Nostra Signora della Brughiera di Valdilana è il più importante del Biellese orientale, non a caso elevato nel 2002 alla dignità di Santuario diocesano.  Con un percorso di 600 metri e un dislivello di 75, la sua via crucis è l’unica ancora presente in tutto il territorio.

Il recupero della via crucis e i lavori sugli affreschi

Il recupero del complesso si deve all’iniziativa di una cordata di enti: il DocBi Centro Studi Biellesi, insieme con la parrocchia di Trivero-Bulliana, il Santuario della Brughiera, il “Comitato Recuperiamo la Via Crucis e Benefattori Tutti” di Bulliana, gli Amici del Santuario della Brughiera. Le opere sono state finanziate con i contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.

Gli interventi, sotto il controllo della SABAP – NO, sono curati da Tiziana Carbonati Restauri, per la parte artistica, e dalla ditta Nelva Tullio, per la parte strutturale. L’architetto Giovanni Vachino ne ha guidato l’esecuzione, sulla base del progetto esecutivo dell’architetto Luciana Lachi.

“Abbiamo proceduto per lotti successivi – spiega l’arch. Vachino – via via che si sbloccavano i finanziamenti. Alla conclusione dei lavori mancano ancora due stazioni, all’apice della mulattiera verso il Santuario. Gli edifici richiedono restauri nelle parti murarie, negli intonaci e soprattutto negli affreschi, alcuni dei quali non più completamente recuperabili, ma di cui conserviamo le sinopie, cioè le tracce incise sulle pareti”. Si pensa di ovviare con fotografie di dipinti simili e coevi, tanto per dare ai visitatori un’indicazione di massima sulle raffigurazioni. “Ma l’idea deve essere meglio definita”.

Diverso l’approccio per le prime due cappelle. Negli anni ’30 queste edicole erano state addirittura demolite per fare spazio alla strada asfaltata. Erano poi state ricostruite a ridosso del muro di contenimento della via. “Delle opere originali qui non si è conservato nulla. Abbiamo quindi lasciato, come testimonianza storica dei fatti, i materiali usati nei primi decenni del ‘900. Pensiamo comunque che resti significativo il valore devozionale di queste due prime due tappe di preghiera”.

Per la via crucis una storia centenaria

La storia della via crucis è centenaria, così come quella di tutto l’impianto a cui appartiene. Era il 1745 quando don Giovanni Pietro Cerino, allora parroco di Bulliana ebbe l’idea di allestire una via crucis. L’opera vide però la luce solo a partire dal 1833. Le prime sette cappelle furono affrescate dal pittore Avondo di Varallo. Nel 1878 si diede il via alla costruzione delle altre edicole, a partire dall’ottava, detta dell’Annunciata, già presente sul territorio.

Gli affreschi della seconda parte del cammino furono commissionati al pittore Antonio Ciancia di Caprile. La XIV stazione è rappresentata dalla chiesa minore, ma più antica del Santuario, già eretta a partire dal XVI secolo.

Via crucis, cammino spirituale e collegamento commerciale

La chiesa maggiore della Brughiera risale alla seconda metà del Seicento. Fu costruita per accogliere i fedeli dell’intero bacino biellese orientale. Di qui la centralità della via crucis, come itinerario di devozione, ma anche come tratto di collegamento tra la valle Mosso e il Triverese. La strada si era affermata come fondamentale crocevia nei percorsi di transumanza dai paesi a valle alle cascine della zona e agli alpeggi dell’Alta Valsessera e della Valsesia. Uno snodo dall’indubbia valenza economica e commerciale, che parla di operose famiglie contadine dall’intensa spiritualità.