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Tutto è politica

Una riflessione del vescovo di Pinerolo, mons. Olivero, sull'importanza del voto e sulla politica come contributo al bene comune

Mons. Derio Olivero

“Siamo figli dell’epoca,/ l’epoca è politica./ Tutte le tue, nostre, vostre/ faccende diurne, notturne/ sono faccende politiche./ Che ti piaccia o no,/ i tuoi geni hanno un passato politico,/ la tua pelle una sfumatura politica,/ i tuoi occhi un aspetto politico./ Ciò di cui parli ha una risonanza,/ ciò di cui taci ha una valenza/ in un modo o nell’altro politica” (Wislawa Szymborska). Oggi sono andato a votare. Non so quali saranno i risultati. Ma nella mente mi risuonavano questi versi. Ogni atto che facciamo ha una valenza politica.

Ciò che facciamo è politica

Il nostro modo di stare al mondo ha una valenza politica. Ciò che diciamo, ciò che taciamo, ciò che compriamo, ciò che consumiamo. Tutte le nostre scelte hanno un peso che tocca gli altri, la società. Nessuno sta al mondo solo per sé stesso. Nessuno sta al mondo senza incrociare e condizionare la vita degli altri. Il tuo modo di guidare può essere un pericolo per gli altri, può essere un intralcio, può essere un aiuto. Come guidi? Il tuo modo di lavorare può essere un intralcio o un aiuto. Come lavori? Il tuo modo di parlare può essere una ferita o una benedizione. Come parli? Il tuo modo di pensare può essere un’infilata di pregiudizi, una gretta ideologia oppure un contributo al dialogo e alla ricerca comune. Come pensi? Nelle relazioni puoi essere un peso insopportabile oppure un compagno di cammino, uno stimolo al cammino. Come ti relazioni?

Il voto è politica

Oggi sono andato a votare. Certamente questo è un atto politico. Ma mi sono reso conto che tutto ciò che faccio ha un peso politico. Chi non va a votare non soltanto viene meno ad un suo diritto-dovere. Chi non va a votare ha perso la consapevolezza che dalla nascita è ingaggiato con altri. Ha perso la consapevolezza che si sta al mondo per contribuire al miglioramento del mondo. Nessuno escluso. Ecco la politica è sognare ancora che si possa migliorare il mondo. Non per ottenere un mondo perfetto (questo lo pensano le dittature o i regimi teocratici), ma un mondo migliore. Non stiamo su questa terra per sopravvivere, né per tirare a campare. Stiamo su questa terra per migliorarla. Insieme. Nonostante i continui fallimenti. Dentro i continui fallimenti: nostri, dei politici, delle istituzioni.

Politica è giustizia

La politica è la voglia mai sazia di giustizia. Per non rassegnarci. Per non tirare i remi in barca. Per non rifugiarci nel tranquillo privato. Non posso esimermi dal pensare politicamente la mia esistenza. Non posso sottrarmi al desiderio di dare il mio contributo positivo alla città, al territorio. Siamo sulla stessa barca. Non posso scendere, né dormire. Devo prendere il mio remo e remare.

Politica è credere nell’uomo

Andare a votare diventa un momento solenne per dire a tutti (e soprattutto a se stessi): “Io ci sono, su me potete contare”. Senza ingenuità. Consapevoli della fragilità del “sistema”, anzi della fragilità del pianeta. Anzi proprio per questo vado a votare. Perché ancora credo agli umani, credo alla giustizia, credo in un mondo migliore. E so, sulla mia pelle, quando sia difficile diventare migliori. Difficile, eppure meravigliosamente possibile.