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Donne Chiesa Mondo. Al cinema con Maria

Il mensile femminile dell’Osservatore Romano parla di cinema - e un po’ di teatro – dal punto di vista delle donne, registe e attrici, e del loro sguardo sui temi religiosi e spirituali

Immagine della Madonna con un fiore in mano

Uno sguardo tutto al femminile, in taluni casi apertamente femminista, di registe e attrici. A loro viene data la parola nell’ultimo numero del mensile Donne Chiesa Mondo, allegato all‘Osservatore Romano. Al cinema con Maria è il titolo di copertina della rivista che questa volta parla di cinema – e un po’ di teatro – e della evoluzione significativa della settima arte nel modo di rappresentare i temi religiosi o spirituali da quando le donne hanno assunto un protagonismo diverso nella società, nella cultura, nella Chiesa.

Il ruolo delle donne nel raccontare la sfera del sacro

Curato da Rita Pinci, il periodico offre un punto di vista che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra donne e fede attraverso narrazioni potenti e innovative. E che, come scrive la giornalista cinematografica Gloria Satta nella sua inchiesta, ha aperto la strada a una riflessione, anche da parte maschile, profonda e critica sul ruolo delle donne nel raccontare la sfera del sacro.

Vangelo secondo Maria, film con Benedetta Porcaroli

Guardiamo la figura di Maria. Sul grande schermo la madre di Gesù esce già dal cliché devozionale con registi come Roberto Rossellini e Pierpaolo Pasolini.  Ma oggi l’immagine cinematografica della Madonna sfida le convenzioni e in un modo che non può prescindere dalle riletture bibliche delle teologhe e dalle nuove idee del femminile che cambiano il mondo. Vedi il recente Vangelo secondo Maria, il film di Paolo Zucca con Benedetta Porcaroli, tratto dal romanzo di Barbara Alberti.

Figure di sante e religiose più autentiche nei film

Renato Butera, docente di Cinema e linguaggi cinematografici all’università Salesiana di Roma ritrova la figura di Maria in molti film degli ultimi anni, ad esempio Million dollar Baby di Clint Eastwood o Tree of Life di Terrence Malick, e anche in Edward mani di forbice di Tim Burton. Del resto anche la rappresentazione di sante, fedeli, religiose si fa più sfaccettata e autentica ed esce da antichi stereotipi.  Film come Agnese di Dio o The Magdalene Sisters sono testimonianze di una realtà femminile spesso ignorata, talvolta nascosta, e raccontano senza timore e crudamente la sofferenza e la resilienza delle donne in un contesto religioso repressivo. E questo è ciò che emerge dall’intervista della giornalista Vittoria Prisciandaro a suor Patrizia Rossi, che si occupa dei Cinecircoli giovanili socioculturali salesiani.

Il sacro nel cinema con le registe Cavani, Nicchiarelli e Rohrwacher

La spinta delle donne, insomma, ha ampliato il concetto di sacro al cinema, includendovi elementi di spiritualità laica e quotidiana. Come ha fatto Liliana Cavani, la cui carriera di regista è caratterizzata da una continua esplorazione del sacro e del profano. E che la giornalista Emanuela Genovese intervista in parallelo con Susanna Nicchiarelli, dietro la macchina da presa nel film Chiara presentato a Venezia due anni fa. Non diversamente anche la regista Alice Rohrwacher scandaglia i temi della spiritualità e della sacralità, ponendo spesso al centro delle sue storie personaggi femminili complessi e profondamente umani. Di lei parla don Davide Milani, direttore della Rivista del Cinematografo.

La Madonna a teatro con Galatea Ranzi  e Michela Cescon

Donne Chiesa e Mondo si confronta anche con il teatro. Dà voce a due attrici, che a teatro hanno impersonato la Madonna. Galatea Ranzi che ha portato in scena il monologo In nome della madre tratto dal libro di Erri De Luca e Michela Cescon protagonista di Il testamento di Maria tratto dal romanzo di Colm Tóibín.