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L’estate di Vittorio Emanuele III: 25 luglio-13 ottobre 1943

È in libreria il volume curato dal prof. Aldo Mola, con contributi di storici e studiosi e premessa di Maria Gabriella di Savoia sulle vicende che portarono allo scioglimento del partito fascista.

L'estate di Vittorio Emanuele III: 25 luglio-13 ottobre 1943. Libro

25 luglio del ’43. Vittorio Emanuele III scioglie il Partito fascista, il Gran consiglio, il Tribunale speciale e tutti gli apparati del regime di Mussolini. È la svolta necessaria per ottenere che gli Alleati (con USA, URSS e Gran Bretagna in testa) accettino la resa “senza condizioni” dell’Italia. Su questo periodo concitato, con gli ormai evidenti esiti catastrofici della Seconda guerra mondiale, si concentra il volume L’estate di Vittorio Emanuele III: 25 luglio-13 ottobre 1943” curato dallo storico Aldo A. Mola con la premessa di Maria Gabriella di Savoia.

L’estate di Vittorio Emanuele III. Antologia di saggi storici

Promosso da vari centri studio ed edito da Feltrinelli, il testo propone un’articolata lettura delle complesse vicende. Lo fa con saggi di storici documentati: Raffaella Canovi, col. Carlo Cadorna, Gen. CdA Tullio Del Sette, Luca G. Manenti, Gianpaolo Ferraioli, Alessandro Mella, Rossana Mondoni con Daniele Comero, Massimo Nardini, Gianni Rabbia, Aldo G. Ricci, Tito Lucrezio Rizzo, Gianpaolo Romanato, Giorgio Sangiorgi e gen. Antonio Zerrillo. E da questo mosaico a più voci esce un quadro sfaccettato.

L’estate di Vittorio Emanuele III. La rottura con il regime fascista per salvare l’Italia

Dal 25 luglio al 13 di ottobre del ’43 in Italia si consumò una crisi istituzionale senza precedenti. Alleato della Germania nazista, il Paese era prossimo alla disfatta. Tutto mentre il Gran consiglio del Fascismo giocava tutte le sue carte per tenere, comunque sia, in piedi il regime. E fu contro questa politica suicida che si mosse il re d’Italia, sconfessando i gerarchi e assicurando in qualche modo la continuità dello Stato e, in prospettiva, la sua integrità territoriale.

Un governo pluripartitico per tornare alla democrazia parlamentare

Dopo il forzato trasferimento del sovrano e del governo da Roma a Brindisi e con la dichiarazione di guerra contro la Germania (13 ottobre 1943) l’Italia diventava “cobelligerante” delle Nazioni Unite. Nel marzo 1944 il governo Badoglio scambiava infatti il riconoscimento con l’Urss e in aprile formava un governo pluripartitico.

L’Italia poteva così porre le basi per risalire la china e, mutata la forma dello Stato, tornare a una democrazia parlamentare nel solco di quella cresciuta dall’Unità. I tre mesi cruciali su cui il volume punta il suo sguardo possono diventare un metro con cui guardare anche all’attualità.