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Clima in Piemonte. Uno stato di continua allerta

Presentata il 9 luglio la relazione sullo stato dell’ambiente in Piemonte. È il risultato di un monitoraggio costante di aria, acqua e territorio. Un bacino prezioso di informazioni per la sicurezza e il benessere dei cittadini

Clima. Emergenza

Bombe d’acqua, fiumi straripanti, tempeste e grandine non sono più drammatiche eccezioni. Il clima impazzito è una costante con cui sempre più bisognerà fare i conti. Con interventi d’urgenza, programmi di contenimento e strategie di progressivo adattamento ai cambiamenti in atto. Questa la politica regionale che emerge dalla Relazione sullo stato dell’ambiente in Piemonte 2024. Il documento, redatto da Arpa Piemonte in collaborazione con la Regione, mira proprio a legare i dati, frutto di un monitoraggio continuo da circa un milione di fonti, con progetti di prevenzione a lungo termine. È stato presentato martedì 9 luglio, con l’obiettivo di sensibilizzare sui temi di particolare rilievo sociale. Come la qualità dell’aria e dell’acqua, come i principali fattori di inquinamento e come le ripercussioni sulla salute della città e dei cittadini.

Clima. Programmi a lungo termine per migliorare tutto l’ecosistema del Piemonte

“I continui bollettini di emergenza ci gettano giustamente nell’apprensione – ha evidenziato Matteo Marnati, assessore all’Ambiente della Regione – Perché sono i segnali di un sistema territoriale fragile. Né ci vengono più in aiuto i dati storici, perché purtroppo l’asta degli eventi imprevisti e violenti si alza sempre più”. L’unica strada è quella della programmazione costante. “Da questo punto di vista – ha spiegato ancora l’Assessore sono emblematici i piani per il miglioramento della qualità dell’acqua, che stanno ottenendo incoraggianti risultati, con una classificazione da eccellente a buono sull’80 per cento dei nostri fiumi, laghi e bacini”.

Clima. Linee di intervento dall’agricoltura al comparto industriale

Presto sarà la volta dell’aggiornamento del piano per la salubrità dell’aria. “Sarà un vero e proprio piano regolatore contro lo smog – ha anticipato Marnati – che conterrà una serie di misure per la riduzione delle emissioni in atmosfera. Contiamo di adottarlo già a luglio e di presentarlo entro la fine di settembre”. E allo studio ci sono analoghe linee di intervento per la filiera agricola, la bonifica dei siti inquinati, il trattamento dei rifiuti, gli approvvigionamenti energetici rinnovabili. E ancora per le reti sostenibili per la mobilità, il sistema industriale, il comparto della ricerca e dell’innovazione. Nel complesso investimenti per 400 milioni di euro, che saranno finanziati anche attingendo a fondi europei per lo sviluppo regionale.

Contro le calamità naturali

Nello specifico per contribuire a prevenire alcune tipologie di calamità sono anche stati finanziati nel 2023 e 2024, per un totale di circa 10 milioni di euro, interventi di sistemazione idrogeologica. Le opere si sono concentrate in particolare in aree di dissesto montano, collinare e ripariale, a tutela delle aree protette e dei siti appartenenti a Rete Natura 2000.

Il Rapporto sullo stato dell’ambiente per un territorio più forte e una popolazione più sana

Il portale del Rapporto sullo stato dell’ambiente rappresenta la piattaforma che dà impulso alle strategie per il benessere dell’ambiente e di chi lo abita. “Aria, acqua, clima e territorio sono i quattro dominii di riferimento – ha dettagliato Secondo Barbero, direttore generale di Arpa Piemonte – Li verifichiamo e analizziamo con più di 150 indicatori, che ci aiutano a fotografare le condizioni ambientali e la loro evoluzione nel tempo”. A partire da qui prendono corpo i programmi di sviluppo sostenibile che aiutano a indirizzare il sistema produttivo verso modelli più sostenibili, a favorire la transizione energetica nonché l’adattamento ai cambiamenti climatico. “L’obiettivo – precisa Barbero – delle diverse azioni è un patrimonio ambientale più ricco, un territorio più resiliente. E, non ultimo, una popolazione più sana”.

Clima. Uno stato di allerta continua

Dagli eventi estremi, al livello delle precipitazioni, dalle ondate di caldo, alle polveri sottili, dalla portata dei fiumi ai campi elettromagnetici, il portale è un formidabile serbatoio di dati. Dati che compongono un quadro da tenere sotto stretta osservazione. A partire dalle emergenze: “Sui 365 bollettini emessi nel 2023, 62 contenevano almeno un’allerta gialla e 6 una arancione”. Sempre nel 2023 si sono registrati periodi con condizioni metereologiche e temperature anomale. “I picchi di calore, rilevati da 15 stazioni metereologiche, si sono registrati sia in luglio sia in agosto”. Fortunatamente il trend di quest’anno risulta più accettabile, addirittura al di sotto della media.

Piogge ed eventi estremi, ma la qualità dell’aria è migliorata

Quanto alle precipitazioni, “in questi ultimi mesi la regione è stata colpita ripetutamente da forti temporali e piogge abbondanti”. Il che ha potuto ribaltare la situazione idrogeologica del 2023, chiuso con un preoccupante deficit del 9%. “Ma l’alternanza di eventi estremi permane ed è ancora più evidente se si confronta con il 2022, il secondo più caldo e siccitoso di sempre”.

Più incoraggianti i dati sulla qualità dell’aria. “Le statistiche del 2023 ci dicono che è in miglioramento. Le concentrazioni di polveri sottili sono state in media le più basse di tutta la serie storica di misura, anche grazie al favorevole effetto combinato di piogge e vento phön”.

Foreste urbane per adattare le città al clima che cambia

Oltre alle azioni volte a mitigare le emissioni di anidride carbonica, la Regione punta anche a programmi per accompagnare l’adattamento del sistema socio economico al clima che cambia. Per le città, per esempio, con un bando di recente apertura per un ammontare iniziale di 8.5 milioni di euro, sono promossi interventi di forestazione urbana. Ispirate alla filosofia della “nature based solution”, le misure sono finalizzate alla mitigazione dell’isola di calore urbana. Puntano all’aumento di alberi e arbusti nei centri abitati, così da elevarne il livello di salubrità e, vivibilità, e favorire in parallelo la biodiversità.

Aiuole, giardini e corridoi verdi, come bacini di umidità

Inoltre, a giugno di quest’anno, per quasi 12 milioni di euro, sono stati pubblicati due bandi per realizzare infrastrutture verdi e blu. Cioè, in pratica, un sistema connesso di aree naturali e seminaturali: aiuole e giardini, corridoi ecologici, pozze e ruscelli, fasce arboree, filari, siepi, corridoi di alberi da frutta. Questi allestimenti, sinergici e coerenti con il paesaggio, dovrebbero creare spontanei bacini di umidità. Il progetto fa il paio con 2 bandi da 12 milioni di euro per finanziare, con fondi europei, opere di miglioramento degli ecosistemi acquatici. Si tratta qui di programmi tesi a favorire la ritenzione idrica in fiumi, torrenti, laghi e zone boscose, così da superare a poco a poco le criticità dovute ai cambiamenti climatici in atto. L’obiettivo è tornare a oasi di verde per dar respiro all’ambiente e ai residenti. E magari anche a gruppi di gitanti, che potrebbero essere tentati da escursioni, rigorosamente su due ruote.