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Atelier Nardos. Paramenti sacri, come gioielli di stoffa

Vesti liturgiche di alta qualità a prezzi accessibili, realizzati con tessuti ecologici e nel rispetto dei diritti dei lavoratori. Progetto finanziato con l’8xmille e da CrTorino e sostenuto da Caritas di Asti

Santuario diocesano della Beata Vergine del Portone,

Raffinati, ecologici ed etici. I paramenti sacri, realizzati a mano, dall’atelier Nardos nell’astigiano sono come dei gioielli di stoffa. L’idea di realizzare un prodotto di alta qualità, ma ad un costo accessibile è di don Simone Unere, liturgista, formatosi all’istituto di Liturgia pastorale di Padova, un grande appassionato di musica e canto per la liturgia. “Mi sono reso conto – racconta – che molto spesso si trovano o vesti liturgiche di scadentissima qualità con materiali sintetici oppure hanno prezzi altissimi. Allora mi sono chiesto: ma possibile che fra questi due estremi non si riesca a trovare una alternativa?”. Inizia così, alcuni anni fa, con la collaborazione della sarta Marina Bergantin, la sperimentazione sostenuta dalla Caritas diocesana di Asti.

Atelier Nardos. Papa Francesco fu il primo cliente

Il vero volano diventa, inconsapevolmente, papa Francesco. In occasione della sua visita ad Asti, nel novembre del 2022, indossò i paramenti realizzati dalla Bervantin. Il paramento piacque a tal punto che l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche ne commissionò un altro e la sartoria poté spiccare il volo. Ora è una realtà concreta. Ospitato nei locali del Santuario diocesano della Beata Vergine del Portone, al momento l’atelier offre lavoro solo ad una sarta, ma l’obiettivo è quello di ingrandirsi. Dietro al lavoro della sartoria, c’è molto studio, non solo per i modelli ma anche per i tessuti attenti all’ambiente. Un’altra delle sensibilità care a don Unere.

Tessuti da filiera trasparente, rispettando i lavoratori e gli animali e senza sprechi d’acqua

L’industria del tessile – ricorda – è tra le più inquinanti nel mondo, specie adesso che arrivano sui nostri mercati e nei grandi magazzini montagne di fast fashion. E tra questi ci sono anche i materiali con cui vengono confezionati i paramenti sintetici, prodotti nei paesi più poveri del mondo dove sono proprio i più poveri del mondo che pagano il prezzo più alto in termini di inquinamento, di mancanza di diritti. Noi preti talvolta – riflette – indossiamo queste vesti e andiamo all’altare.  Siamo sicuri – si domanda – che non siamo complici degli abusi di chi costringe le donne a dormire sotto la macchina per cucire, o dei bambini che hanno i piedi nei coloranti chimici? Da questo pensiero abbiamo scelto di percorrere un’altra strada. Non risolveremo il problema dell’inquinamento del mondo, ma è un segno. Quindi i tessuti che noi utilizziamo provengono solo da una filiera che è trasparente e cioè garantisce che i diritti dei lavoratori siano stati sempre rispettati, come il benessere degli animali, e che venga evitato lo spreco di acqua”.

Atelier Nardos incarna la Laudato sii di papa Francesco, nello spirito della Fratelli Tutti

L’atelier Nardos è un luogo dove si incarna la Laudato sii di papa Francesco e si lavora nello spirito della Fratelli tutti, perché accanto alla sartoria si stanno attivando dei laboratori aperti soprattutto alle persone con diverse fragilità, per creare un punto di incontro e confronto e di tessitura di legami. Quello già attivo è focalizzato proprio sulla tessitura, si chiama il “Telaio di Ouafa” (dal nome della prima donna che ha partecipato al laboratorio) sostenuto con il Progetto Lavoro della Caritas diocesana di Asti. Offre gratuitamente corsi di formazione a coloro che vogliono imparare questa antica arte. Diverse le donne, per lo più straniere ma non solo, che negli anni si sono dedicate rafforzando le loro competenze di tessitrici. L’Atelier Nardos, in questa prima fase di avviamento, gode di un contributo erogato dai fondi dell’8×1000 della Chiesa Cattolica e dalla Fondazione CrTorino.