Messa in valle. Colle Basset

Mons. Olivero: quanto è ambigua la vita!

Dopo la Messa in valle al Colle Basset, riflessioni del vescovo di Pinerolo affidate alla rubrica settimanale dell’Eco del Chisone “Le parole per dirlo”. “Occorre avere fiducia nel proprio cammino”

Oggi sono andato a celebrare la “Messa in Valle” al Colle Basset. Lo Sci club pinerolese, in questa occasione, ha organizzato una bella camminata a partire dal monte Fraiteve. Un gruppo di duecento persone. A loro si sono aggiunti molti altri, arrivati da varie parti. Purtroppo, per impegni, non ho potuto partecipare alla camminata. Ma, dato che avevo una messa alle 10 a Pragelato, verso mezzogiorno ero già a Sestriere. Così ho avuto la fortuna di salire a piedi.

Verso il colle il paradiso delle valli Chisonetto e Troncea

Ho percorso la strada sterrata. Camminata piacevole, molto panoramica. Uno splendido affaccio sul vallone del Chisonetto e sulla Val Troncea, con le relative montagne. Soprattutto ho gustato il verde intenso, trapuntato di fiori. Macchie gialle, viola, rosse, rosa, azzurre. Un giardino. Ho camminato nel silenzio, gustandomi i fiori e i profumi. Il cielo era terso. Arrivato al colle, mi ha salutato un bellissimo panorama sulla Val Susa e la Val Chisone, con le loro cime: Chaberton, Rocciamelone da un lato; Ramiere, Rognosa, Ghinivert dall’altro.

Dopo la salita, si apre l’orizzonte…

Con questo paradiso davanti agli occhi abbiamo vissuto la messa. Lì ho riscoperto la bellezza dei colli. Sono lì a dirci: “Hai fatto bene a fidarti!”. Perché funziona proprio così. Tu cammini, ti inerpichi dal fondo valle. La strada sale. Non vedi nulla oltre. Le montagne fanno da barriera al tuo sguardo. Cammini perché qualcuno ti ha detto che oltre il colle si apre un’altra valle. Cammini sulla fiducia. Poi, arrivato al colle, scopri che la strada continua e si apre l’orizzonte. Mentre ammiri, il colle ti sussurra: “Hai fatto bene a fidarti, ne valeva la pena, ecco si apre una nuova strada”. Proprio come accade nella vita.

Anche nelle difficoltà della vita, bisogna continuare a credere nel futuro

A volte vivi momenti in salita, dove non vedi una fine, un futuro. Cammini fidandoti, continuando a crederci. E poi arrivi al colle, ad un punto di svolta, dove le cose tornano a “girare per il verso giusto”. Lì dici: “Ho fatto bene a fidarmi, a continuare a crederci”. Può essere un litigio con una persona cara, che si riconcilia. Può essere un problema di lavoro, su cui fatichi mesi e che finalmente si risolve. Oppure un brutto periodo di malattia. Ci fatichi, a volte rischi di demoralizzarti. Ma riparti mantenendo la fiducia. E, alla fine, arrivi ad un “colle”, si riapre la prospettiva. È importante portare in cuore tutte queste esperienze di “colli” raggiunti nella vita. Ci aiutano a dar fiducia al cammino di oggi. A dar fiducia alla vita.

La vita è ambigua. Il Risorto è presenza di luce

Purtroppo però sulla strada del ritorno mi ha raggiunto una telefonata tremenda: Luca, figlio di cari amici di Torre Pellice, è morto in montagna, sul massiccio del Monte Bianco. Sento papà Daniele, che mi parla piangendo. Porto la sua tragedia nel cuore. Quanto è ambigua la vita! Un attimo sembra un paradiso, subito dopo sembra un inferno. È necessario dar fiducia alla vita, ma è così difficile! Daniele mi scrive: “Prega perché Dio ci trasformi in testimoni del Risorto”. La vita è ambigua, ci ferisce fino a farci perdere la fiducia. La fede in Cristo non risolve quest’ambiguità, ma ci assicura un “colle” capace di aprire nuovi orizzonti. Capace di farci ancora camminare. Alla presenza del Risorto. Che non è mai ambiguo.

P.S.: ti invito alla camminata per la festa di Maria Maddalena

Lunedì 22 Camminata meditativa con mons. Derio dedicata a S. Maria Maddalena.

Una camminata meditativa. È la proposta che la Diocesi di Pinerolo, con il suo vescovo, Derio Olivero, lanciano ai fedeli per lunedì 22, in occasione della giornata in cui si celebra santa Maria Maddalena.

Da Costagrande a Cantalupa. Camminata, cena al sacco e messa

Il programma: si parte alle 18 da Costagrande, dove è anche previsto il ritrovo dei partecipanti, e si cammina circa un’ora, su un percorso per lo più pianeggiante, in parte nel bosco, ma comunque adatto a tutti con un buon paio di scarpe da trekking. Si raggiunge la chiesa di S. Maria Maddalena di Cantalupa, dove nell’area verde nei suoi pressi si potrà consumare una cena al sacco.

Alle 20,30 è prevista la messa, quindi si tornerà sui passi percorsi all’andata (è necessario essere muniti di torcia). Naturalmente si può anche raggiungere la chiesa in auto (c’è un parcheggio a circa 10 minuti di cammino a piedi) e partecipare alla cena o anche soltanto alla messa.

Maria Maddalena, annunciatrice di risurrezione e di speranza

La scelta della camminata nel giorno di santa Maria Maddalena non è casuale, anzi vuole essere motivo di riflessione attorno a una figura immagine di coraggio e portatrice di Speranza e, visto i tempi, anche rivoluzionaria nel compito che le è stato dato. Perché fu lei, dopo il dolore profondo del Calvario e ai piedi della Croce, il primo testimone della risurrezione di Gesù e a dare l’annuncio. Oggi il mondo tutto avrebbe bisogno della speranza annunciata da Maria Maddalena.

Chiesa a pianta ottagonale. L’ottavo giorno è quello della risurrezione

Neanche la scelta della bella chiesetta di Cumiana è casuale: non è l’unica nella Diocesi ad essere dedicata a questa santa, ma è l’unica nella Diocesi ad avere pianta ottagonale. L’ottagono ci ricorda l’ottavo giorno (dies octavus), che nel Nuovo Testamento è il giorno della risurrezione di Cristo. Una sorta di primo giorno del mondo: “Ci ricorda – afferma il vescovo Olivero -che c’è qualcosa di più. È l’andare oltre a ciò che è umano e terreno».

Derio Olivero, vescovo di Pinerolo (Fonte Eco del Chisone)