Carcere e volontariato. Conferenza venerdì 20 settembre alle 17 a Palazzo Barolo

Al progetto “Carcere. Perché loro e non noi?” si parla di volontariato

L’incontro, venerdì 20 settembre alle 17, è il quarto di sei appuntamenti sul carcere organizzati dall'Opera Barolo con il settimanale La Voce e Il Tempo

Il volontariato dietro le sbarre è il protagonista del quarto appuntamento del ciclo di sei conferenze sul carcere organizzato dall’Opera Barolo, in collaborazione con il settimanale diocesano La Voce e Il Tempo. Promosso nell’ambito delle iniziative per il 160esimo anniversario della morte della Venerabile Marchesa Giulia Falletti di Barolo, il programma di incontri si tiene a Palazzo Barolo. 

Per venerdì 20 settembre alle 17 si prevedono gli interventi di:

  • Michele Burzio, diacono al carcere “Lorusso e Cutugno” e presidente dell’Associazione “Volontari di San Martino
  • Wally Falchi, responsabile del Centro di Ascolto della Caritas diocesana “Le Due Tuniche”
  • Monica Cristina Gallo, garante comunale dei diritti dei detenuti.
  • Adriano Moraglio, presidente dell’associazione “La goccia di Lube”
  • Silvia Orsi , presidente dell’associazione “Carlo Tancredi e Giulia di Barolo”
  • Luca Pidello, presidente della Commissione consiliare della Città di Torino “Legalità e diritti delle persone private della libertà personale”
  • Giuseppe Rossi, direttore degli “Asili Notturni Umberto I” di Alessandria

L’incontro è introdotto da Sonia Schellino, membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Opera Barolo. Modera il giornalista collaboratore de La Voce e Il Tempo, Mauro Gentile.

Carcere. Perché loro e non noi?

Iniziato il 19 gennaio, giorno della morte della marchesa, il calendario di incontri si concluderà il 13 dicembre. Emblematico il titolo del progetto che si ispira alle domande di papa Francesco – Perché loro e non io?” – E di Giulia di Barolo – “Perché loro sono dentro e io fuori?”.  Le conferenze hanno via via affrontato i temi delle condizioni di vita dei detenuti e di chi lavora nei luoghi di reclusione; le iniziative culturali, le attività educative e formative dentro e fuori gli istituti di pena torinesi; la giustizia riparativa; le alternative alla reclusione per scontare le condanne; le luci e le ombre del sistema carcerario nel nostro Paese.

Carcere. E mail a una professoressa

Il primo incontro si è soffermato sul tema della scuola in carcere, con la presentazione del libro “E-mail a una professoressa. Come la scuola può battere le mafie”, scritto da Marina Lomunno, giornalista de “La Voce e Il Tempo”, e dal frate francescano Giuseppe Giunti.

Carcere. Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato

Nel secondo appuntamento si è parlato dell’art. 27 della Costituzione. “le pene…devono tendere alla rieducazione del condannato”. Ha introdotto il dibattito Arturo Soprano, presidente emerito della Corte d’Appello di Torino e membro del Consiglio d’amministrazione dell’Opera Barolo.

Cultura, studio e formazione in carcere

Nel terzo incontro si è fatto il punto sulla cultura, lo studio e la formazione professionale in carcere con l’intervento, tra gli altri, di Franco Prina, presidente della Conferenza Nazionale Universitaria Poli Penitenziari.

Conoscere il carcere. Un progetto in linea con l’opera della marchesa Giulia di Barolo

“L’occasione è ottima per approfondire la conoscenza delle carceri – Bruno Mellano , garante regionale dei detenuti ha commentato il progetto – per riflettere e discutere sui problemi dei penitenziari, su possibili soluzioni, sui percorsi e le opportunità di reinserimento sociale da mettere in campo per i ristretti. Un’iniziativa in linea con lo spirito propositivo, l’impegno concreto e l’opera della marchesa Giulia a favore delle persone recluse”.

A cura di: Redazione